Le truffe informatiche superano oggi quelle tradizionali
L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili
di Davide Mattei
Quanto è esposta l’Italia alle truffe digitali? E’ il tema affrontato nel corso del Cnpr forum “Truffe informatiche: quanto siamo protetti?” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca che ha visto protagonisti Giulio Centemero (Lega), presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Mediterraneo, Carmela Auriemma, deputata del M5s in commissione Affari costituzionali della Camera; Pino Bicchielli, parlamentare di Forza Italia in commissione Cultura a Montecitorio e Francesca Ghirra, esponente di AVS in commissione Trasporti della Camera dei deputati.
Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bergamo: “Le truffe informatiche in Italia sono ormai più diffuse di quelle tradizionali. Il nostro Paese non è ancora adeguatamente attrezzato per difendersi.
Siamo puntualmente indietro rispetto alla velocità con cui evolvono questi raggiri. ll Ministero dell’Interno registra quasi 43mila truffe agli over 65 in un solo anno, in crescita di oltre il 15%, e da febbraio 2026 la legge prevede pene più severe per chi frode gli anziani. Ma intensificare le pene non basta.
Bisogna investire di più sull’alfabetizzazione digitale. Un’altra delle grosse difficoltà che incontrano gli utenti dei device riguarda i call center. Il registro pubblico delle opposizioni non funziona e occorre regolamentare in maniera più stringente l’invasione delle proposte commerciali via cellulare”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Risulta evidente che il crimine si sia ormai digitalizzato anche perché molto più redditizio, sicuro e scalabile attraverso attività di truffe informatiche e frodi digitali.
Oltre 1 milione di italiani hanno subito questo tipo di truffe. Sorprendentemente non parliamo solo degli anziani ma troviamo anche i giovani tra le fasce più colpite. Siamo preparati dal punto di vista tecnico grazie all’Agenzia per la cybersicurezza, alla polizia postale che è un’eccellenza a livello europeo, alle leggi come la direttiva Niss2.
Restiamo indietro per ciò che riguarda gli investimenti, inferiori rispetto agli altri paesi europei, le piccole e medie imprese che hanno dimensioni tali da subire attacchi informatici e non trovano resistenze sufficienti, e infine la sottoposizione dell’Italia a quote importanti di attacchi globali di attivismo informatico”.
* ItaliaOggi
