IL COMMENTO DI MARIA CECILIA GUERRA
“La BCE da un punto di vista tecnico ha agito con prudenza perché la variazione dei tassi è stata proprio minima. Guardando la situazione economica la scelta è stata guidata dalla considerazione che, se da un lato l’inflazione deriva dall’aumento dei costi energetici, bisogna monitorare l’inflazione interna specie per ciò che attiene i costi dei servizi.
Era dunque una scelta obbligata quella di alzare i tassi. Le altre banche centrali hanno messo in campo aumenti molto più significativi rispetto all’Europa. Gli effetti sulle famiglie sono per noi molto importanti. Il rallentamento dei consumi ha preceduto quello dei tassi perché l’inflazione colpisce soprattutto le famiglie più povere, quelle che hanno un paniere vincolato.
Le banche guardano molto al merito di credito con tassi più elevati per i soggetti considerati a rischio, e si registra un rallentamento soprattutto dei consumi non assistiti da una garanzia statale. La forte compressione dei salari, che in Italia sono ancora 9 punti sotto il livello del periodo pre-pandemico, è motivo di ulteriore preoccupazione”.
* ItaliaOggi
