Salvini contro la piazza di Bologna per Fakir: “Il Comune è contro la Polizia?”. Il Pd: “Città addolorata, destra divisiva”

di Mattia Cecchini e Antonio Bravetti

BOLOGNA – “Il sindaco” di Bologna “che convoca una manifestazione di piazza sicuramente non aiuta a svelenire il clima. Una manifestazione contro due poliziotti? Per chi? Perché?”. Lo dice il vicepremier Matteo Salvini, ospite di Radio Radio, che attacca il presidio convocato dal sindaco Matteo Lepore per stasera alle 19 in piazza Nettuno per “stare uniti e ritrovarci, per essere vicini alla comunità del Pilastro in un momento così doloroso. Ritroviamoci per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, per un momento di raccoglimento e riflessione, per affrontare uniti questa tragedia come Bologna sa fare”.

SALVINI: “LEPORE DOVREBBE RAPPRESENTARE TUTTI I CITTADINI”

Salvini, parlando in radio, manda a Lepore un messaggio: “Invitiamo tutti alla prudenza, compreso il sindaco, che oltre a fare il militante del Pd e invocare la piazza per far sì che qualcuno indichi quei poliziotti come responsabili, dovrebbe ricordarsi che rappresenta tutti i cittadini di Bologna, anche quelli del Pilastro che hanno chiamato la polizia ieri perché non ne possono più”.

Non c’è solo il ministro che ha attaccato l’iniziativa del Comune. Nell’opposizione, qualcuno ha parlato di manifestazione “inopportuna” e altri hanno sottolineato il rischio di “alimentare tensioni”. Il Pd, da parte sua, per bocca del segretario Tosiani, ha invece difeso il presidio convocato dal sindaco, sostenendo che è un modo in cui i cittadini di Bologna vogliono ‘fare comunità’ in un momento di choc e dolore, perchè i fatti di ieri hanno colpito e sconvolto tutti. E ha attaccato la destra accusandola di essere ‘divisiva’.

I ‘NO’ ALLA MANIFESTAZIONE

“Perché ha convocato una piazza il giorno dopo per ‘chiedere verità? Sa che qualcuno vuole nascondere qualcosa? O sta sottintendendo che le Forze dell’ordine vorrebbero nascondere qualcosa? Perché ha usato canali di comunicazione ufficiali come il canale Telegram del Comune, che vengono usati per comunicazioni istituzionali, per convocare una piazza che -come ieri sera al Pilastro- finirà per essere una piazza contro le Forze dell’ordine?”. Sono le domande che arrivano da Anna Cisint, europarlamentare della Lega, e Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Bologna. Anche il movimento Una Bologna che cambia, deciso a contendere a Lepore la rielezione alle prossime amministrative, contesta: “In un momento tanto delicato, in cui sono in corso gli accertamenti da parte della magistratura e degli organi competenti, il primo dovere di un sindaco è invitare alla calma, abbassare i toni e garantire fiducia nelle Istituzioni. Le Forze dell’ordine sono intervenute a seguito delle richieste di aiuto dei residenti e sarà l’inchiesta a chiarire con precisione quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità. Per questo motivo riteniamo sbagliato trasformare una vicenda così drammatica in un terreno di scontro politico prima che vengano chiariti tutti i fatti”. Il rischio, per Ubcc, è di “alimentare tensioni”. Ubcc “continuerà a chiedere verità, trasparenza e rispetto per il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, convinta che la giustizia si amministri nelle sedi competenti e non nelle piazze”. Anche un altro avversario politico dell’amministrazione Lepore, Giovanni Favia (Uniti per Bologna) contesta la scelta del presidio di stasera: “Trovo ad esempio incoerente e discutibile la frettolosa manifestazione convocata da Lepore per la tragica morte di Abderrahim Fakir” perché “quando si è a capo di un’istituzione è rischioso cavalcare un’onda che si vuole infrangere contro un altro corpo dello Stato”. E siccome “non abbiamo dimenticato la militarizzazione dell’area e le camionette che Lepore mandò a difendere la colata di cemento per l’inutile ‘Museo dei Bambini'”, innescando “una guerriglia urbana in un intero rione contro dei cittadini che difendevano un parco”, secondo Favia “sarebbe più opportuno che il sindaco lasci quella piazza alla società civile come già avvenuto spontaneamente ieri sera, evitando di dare l’impressione di voler utilizzare un momento così delicato per finalità di consenso. Se invece quella di Lepore vuole essere un’operazione verità, sarebbe consigliabile per un uomo delle istituzioni, un atteggiamento più cauto, in attesa che gli inquirenti facciano una completa e più estesa valutazione dei fatti”.

TOSIANI: “LEPORE RIUNISCE CITTÀ ADDOLORATA, DESTRA LA DIVIDE”

Bologna “ha sempre saputo affrontare anche i momenti più difficili tenendo insieme una comunità democratica larga, senza cedere alle contrapposizioni e senza alimentare divisioni, al contrario di quanto sta facendo la destra in queste ore. È questo lo spirito con cui Matteo Lepore ha deciso di promuovere un momento pubblico di raccoglimento e di vicinanza alla comunità. Uno spirito che condividiamo e che facciamo nostro, scendendo in Piazza stasera”. Lo mette in chiaro il segretario del Pd dell’Emilia-Romagna, Luigi Tosiani, dopo il consolidarsi di un fronte del ‘no’ al presidio di stasera per Abderrahim Fakir, morto ieri al Pilastro. E per il quale Tosiani esprime “la nostra più sincera vicinanza ai familiari” e “a tutta la comunità del quartiere, profondamente colpita da quanto accaduto. Le immagini di queste ore hanno scosso tutti noi e hanno suscitato uno sgomento che Bologna condivide”. Di fronte quello che è avvenuto al Pilastro, “che interroga la coscienza di un’intera comunità serve anzitutto cordoglio, rispetto e senso delle istituzioni”, sottolinea poi Tosiani e assicura che c’è “piena fiducia nel lavoro della magistratura, che saprà accertare con rigore, rapidità e trasparenza ogni responsabilità e ogni circostanza di quanto avvenuto”. Poi, tornando allo scontro politico (con il centrodestra che vede nella iniziativa lanciata da Lepore per oggi una possibile ‘miccia’ di tensioni e una sorta di ‘sentenza preventiva’ che colpevolizza le Forze dell’ordine), afferma: “Proprio per rispetto della vittima, della sua famiglia e delle istituzioni, questo non è il momento delle strumentalizzazioni politiche. Bologna saprà essere all’altezza della propria storia: unita nel dolore, ferma nel chiedere verità e giustizia, capace di difendere i valori democratici che la contraddistinguono”.(DIRE) Bologna, 20 lug. – In piazza Nettuno anche il Movimento 5 stelle: dai video su quanto accaduto “emerge una dinamica che solleva tante domande. È giusto che ogni accertamento venga affidato alla magistratura, ma è doveroso interrogarsi fin da ora su ciò che è accaduto e su come sia stato gestito un intervento tanto drammatico”, afferma il consigliere regionale pentastellato Lorenzo Casadei. “La sicurezza si sta trasformando sempre di più in repressione cieca, ma lo Stato ha il dovere di intervenire sempre nel rispetto della dignità umana. Si è spenta una vita, nessuno potrà restituirgliela, e per questo è necessario fare in modo che tragedie come questa non si ripetano mai più. Questa sera alle 19 saremo in piazza Nettuno per un momento di raccoglimento, riflessione e vicinanza alla comunità del Pilastro. Ci saremo per chiedere verità e giustizia per Abderrahim e per affrontare insieme, con rispetto e umanità, questa ennesima tragedia”.
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