L’evasione fiscale in Italia ammonta a 108 miliardi di euro l’anno. La cifra emerge da un rapporto del centro studi di Unimpresa analizzando i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze per i periodo 2012-2014. In media, dalle casse dello Stato vengono sottratti ogni anno 97 miliardi di imposte e quasi 11 miliardi di contributi previdenziali. In particolare, è l’Iva a essere l’imposta più evasa, con 35,7 miliardi, seguita dall’Irpef con 35 miliardi. L’evasione dell’Irap ammonta a 8,4 miliardi, mentre l’Imu si ferma a quota 4,8 miliardi. Un altro studio di Unimpresa, basato sui dati della Corte dei conti e della Ragioneria generale dello stato, analizza quante delle imposte calcolate vengano effettivamente recuperate dall’amministrazione finanziaria. Negli ultimi dieci anni, dal 2007 al 2016, l’attività di riscossione tributaria ha portato nelle casse dello Stato 119,8 miliardi, contro uno stock di arretrati che ammonta a 730 miliardi. Sul totale di 850 miliardi, dunque, è stato recuperato il 14%. Del totale di incassi da riscossione, 85 miliardi sono il frutto di attività ordinaria, mentre i restanti 35 miliardi sono legati a misure ad hoc approvate dai governi. Il record di gettito da riscossione, infatti, è stato raggiunto nel 2016 con 19 miliardi, anno in cui è stata applicata la voluntary disclosure, dalla quale sono stati riscossi 4 miliardi dalla regolarizzazione dei capitali illegalmente detenuti all’estero. Al netto della voluntary e di altri interventi non strutturali che hanno generato entrate per 8 miliardi, l’incasso si è attestato a quota 11 miliardi, in linea con il trend degli anni precedenti. Lo studio fa emergere, inoltre, che nel magazzino delle esattorie risultano iscritti molti crediti inesigibili, da contribuenti deceduti a poste inesistenti, ed erroneamente non cancellati. Secondo il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci, ci dati sono la prova di un sistema fiscale sbagliato: lo Stato pretende troppo, ha esagerato nell’alzare l’asticella del prelievo fiscale e ora si trova in bilancio poste fasulle, denaro che non recupererà mai».

FONTEItaliaOggi
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