Il Garante del contribuente resta ancora un organismo praticamente sconosciuto. Si tratta di una figura di mediazione nata nel 2000 — quando è stato promulgato lo Statuto del contribuente – per aiutare i contribuenti a difendersi in caso di indebite richieste tributarie. Chi è in difficoltà di fronte a una pretesa ritenuta ingiusta può rivolgersi a lui, gratuitamente, per cercare una soluzione extragiudiziale. Da un’indagine pubblicata il 15 gennaio su «Il Sole 24 Ore» è emerso che lo scorso anno i garanti hanno seguito 6.910 richieste, pochissime se confrontate con i 232mila ricorsi presentati davanti ai giudici tributari nello stesso periodo. Il Garante è una figura di mediazione, agisce di norma su esplicita richiesta ma può intervenire motuproprio se viene a conoscenza di fatti che ritiene rilevanti. La sua funzione principale è quella di attivare l’autotutela verso agenzia delle Entrate, agenzia delle Dogane e Guardia di finanza; l’amministrazione che riceve l’istanza ha 3o giorni per rispondere se confermare l’atto o modificalo parzialmente o totalmente. Il ricorso al Garante non preclude, eventualmente, la via del tribunale se l’esito non dovesse piacere. Il Garante, grazie alla sua attività, ha modo di conoscere bene il tessuto economico del proprio territorio, di vederne potenzialità e difetti e di creare sinergie e collegamenti tra i diversi soggetti. Forte di queste conoscenze e dell’esperienza raccolta dal Tavolo tributario valdostano, avviato nei 2007, il Garante del contribuente della Valle d’Aosta Orlando Formica ha avviato il progetto della Costituente del contribuente, un terreno neutrale dove imprese, istituzioni e associazioni – insomma il Paese reale- si possono confrontare sull’intreccio fisco-economia La scelta di chi invitare viene fatta seguendo un criterio statistico per dare uno spaccato della realtà economica nazionale; al primo appuntamento sono stati invitati cento referenti, numero che attualmente è salito a circa trecento. «Abbiamo individuato un campione rappresentativo del sistema Italia e fattogli inviti personalmente – racconta Formica – e dalle risposte ricevute emerge un notevole interesse per questa iniziativa; non tutti potranno venire ma possono mandare scritti e documenti di cui terremo conto». Tra i partecipanti grandi, piccole e micro imprese, diversi professionisti, soprattutto commercialisti e avvocati tributaristi, istituzioni come il ministero dell’Economia, l’agenzia delle Entrate, l’agenzia delle Dogane, rappresentanze sindacali; per ora il grande assente è il sistema creditizio. La Costituente si 6 già incontrata sei volte; il prossimo appuntamento è in calendario giovedì in via dei Normanni 5 a Roma, nello spazio messo a disposizione dal ministero dell’Economia, che attraverso il direttore del dipartimento delle Finanze Fabrizia Lapecorella, avalla il progetto. L’argomento: «Le alleanze commerciali del sistema Italia: cavalcare le onde geo-politiche per portare l’economia locale in quella globale». «L’obiettivo della Costituente spiega Formica- è recepire la rivoluzione sistematica avviata dal web, cercando attraverso il confronto con l’economia reale nuovi strumenti e soluzioni per accompagnare la crescita Quanto emerge in questi incontri sarà riportato in un documento che sarà consegnato al Presidente della Repubblica; noi – rassicura Formica – non vogliamo proporre un sistema tributario alternativo ma fotografare il Paese evidenziando i punti critici e sottolineando dove il sistema tributario risulta eccessivo» e dunque controproducente.