Altolà al «Far west» delle libere professioni in Europa, per salvaguardarne le peculiarità e i requisiti (e senza ostacolarne un «controllo efficace della prassi legale e delle norme deontologiche»), scongiurando che, in tutto il Vecchio Continente, siano soggette alle medesime regole sulla concorrenza previste per le imprese. E il messaggio che il presidente dell’Adepp (l’Associazione che raggruppa 20 Enti di previdenza ed assistenza privati e privatizzati) Alberto Oliveti ha lanciato ieri pomeriggio, a Bruxelles, durante un’audizione sollecitata dal gruppo Ppe dell’Europarlamento, cui hanno preso parte anche rappresentanti di federazioni di ingegneri, avvocati e medici, provenienti dalla Germania e dal Belgio; tra le proposte espresse dalla delegazione italiana c’è stata tanto quella di delineare un percorso per le varie professioni liberali «con la finalità di armonizzarne l’esercizio» in ambito comunitario, quanto l’invito ad avviare un’indagine sull’impatto prodotto dai cambiamenti (economici, sociali, tecnologici) sulle attività lavorative autonome. «Recepiamo l’apertura alla concorrenza che l’Europa ha impresso alle professioni liberali, tuttavia sottolineiamo che senza una regolamentazione dell’esercizio professionale si correrebbe : il rischio di abbassarne il livello qualitativo», ha prospettato Oliveti agli eurodeputati, aggiungendo un ammonimento: «Non necessariamente la creazione di valore porta a una crescita, se a questa non si accompagna un sistema di protezione sociale, che garantisca la coesione».

FONTEItaliaOggi
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