Professionisti esclusi dal contributo del 40%. Il contributo possibile per queste categorie è solo del 6%. La specifica è giunta ieri al Forum commercialisti dall’Agenzia delle entrate, in risposta a un parere richiesto da ItaliaOggi. La legge di bilancio per il 2020 ha introdotto la possibilità di ottenere due nuovi crediti di imposta: uno del 40% per investimenti relativi a beni c.d. Industria 4.0, sostitutivo dell’iper-ammortamento, e uno del 6% per gli altri investimenti relativi a beni strumentali, sostitutivo del super-ammortamento. Nel quesito posto all’Agenzia, si specifica che dalla relazione alla legge di bilancio emerge il dubbio se il 40% si applichi anche ai professionisti. Il dubbio emerge in quanto il comma 194 specifica che la legge di bilancio consente di applicare, alle stesse condizioni e negli stessi limiti, il credito d’imposta anche agli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni. Tuttavia, limita l’utilizzo ai beni (materiali e immateriali) diversi da quelli individuati nell’ottica di Industria 4.0 ed elencati negli allegati A e  alla legge di Bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016). Questo faceva già inizialmente presumere che ai professionisti si applicasse solo il credito di imposta del 6% (ex super-ammortamento) e non anche quello del 40% (ex iperammortamento). La risposta dell’Agenzia conferma i dubbi di ItaliaOggi. L’amministrazione specifica infatti che l’articolo 1, comma 194, delle legge di Bilancio 2020, nel prevedere per i professionisti l’applicazione del credito di imposta, opera un rinvio al precedente comma 188 del medesimo articolo. Però, il comma 188 riconosce il credito di imposta nella misura del 6% per gli investimenti aventi ad oggetto solamente beni diversi da quelli funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0» o agli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali connessi a investimenti in beni materiali «industria 4.0». Dalla formulazione letterale della norma, specifica l’Agenzia, si evince che, mediante il rinvio al comma 188, il legislatore ha inteso estendere ai professionisti esclusivamente il credito di imposta del 6% e non anche quello del 40%. Quindi, la percentuale più alta di aiuto rimane accessibile solo alle imprese e non anche ai professionisti. Cosa prevedono i nuovi crediti d’imposta per investimenti. I nuovi crediti d’imposta spettano alle imprese che a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di ac- conti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa. Per gli investimenti aventi a oggetto beni materiali Industria 4.0 (ricompresi nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232), il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 40%, per la quota di investimenti uno a 2,5 milioni di euro, e nella misura del 20% del costo, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro, e uno al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. Per gli investimenti in beni immateriali (ricompresi nell’allegato  annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 e successive integrazioni), il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700 mila euro. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni di cui al predetto allegato  mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza. Per gli investimenti ammissibili aventi a oggetto beni diversi da quelli sopra indicati, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite F24.

FONTEItaliaOggi
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