E’ nullo l’accertamento a carico della società prima di sessanta giorni anche se la contabilità è stata acquisita nell’ambito di un’ispezione presso il commercialista. Non si tratta di un accertamento a tavolino e anche in questo caso dev’essere garantito il contraddittorio endoprocedimentale. Lo ha sancito la Cassazione che, con l’ordinanza 5254 del 26/2/2020, ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate che aveva emesso un atto impositivo per il recupero della maggiore Iva. Il collegio di legittimità ha motivato la sua decisione ricordando che «in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’amministrazione finanziaria e gravata di un obbligo generale di contraddittoria endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto purché il contribuente abbia assolto all’onere di enuncia re in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un Opposizione meramente pretestuosa, esclusivamente per i tributi armonizzati, mentre, per quelli non armonizzati, non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo». Nel caso specifico è pacifico e accertato in sentenza il fatto che gli avvisi sono stati emessi a seguito di accesso presso il depositario delle scritture contabili, mandataria del contribuente, che la giurisprudenza di legittimità ha assimilato all’accesso presso la società. Infatti l’art. 52, del dpr 633/72, non richiede particolari formalità per l’esecuzione di accessi presso il consulente detentore delle scritture contabili, mentre il comma 5 del medesimo articolo sanziona con la non utilizzabilità in favore del contribuente la mancata indicazione del detentore delle scritture contabili e la mancata esibizione delle stesse, con la espressa precisazione che il rifiuto di esibizione si intende anche la dichiarazione di non possedere le scritture. La ratio legis è nel senso di consentire l’accesso alle scritture anche al di fuori della sede aziendale presso i locali del consulente senza particolari formalità in quanto questi è un mandatario del contribuente, e pone a suo carico un onere di collaborare con l’ente verificatore in quest’ultima ipotesi.

FONTEItaliaOggi
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