Entro il 2 marzo prossimo la dichiarazione annuale Iva 2020 con li.pe. del quarto trimestre incorporata: i contribuenti che intendono avvalersi della possibilità di comunicare con la dichiarazione i dati delle liquidazioni periodiche del quarto trimestre devono infatti presentarla entro la fine di febbraio, termine che, cadendo sabato 29, slitta automaticamente a lunedì 2 marzo. Per i contribuenti stabiliti nella cosiddetta «zona rossa«, la scadenza è differita al 30 aprile 2020; il dm firmato dal ministro Gualtieri in relazione all’emergenza «coronavirus«, dispone infatti a favore dei soggetti che alla data del 21 febbraio avevano la residenza o la sede operativa (persone fisiche) oppure la sede legale od operativa (altri soggetti) nel territorio dei comuni elencati nell’allegato 1 al dpcm febbraio 2020 la sospensione dei termini per i versamenti e gli adempimenti tributari scadenti tra il 21 febbraio e il 31 marzo 2020, prevedendo che debbano essere eseguiti entro il mese successivo. Dichiarazione e quarta li.pe. congiunte.
La dichiarazione annuale relativa al 2019 va presentata entro il 30 aprile 2020, mentre la comunicazione delle liquidazioni periodiche del quarto trimestre 2019 entro la fine di febbraio 2020. Il di 34/2019 ha introdotto la facoltà di comunicare i dati delle liquidazioni periodiche del quarto trimestre contestualmente alla dichiarazione annuale, purché però questa venga presentata nel più breve termine previsto per la predetta comunicazione, ossia entro il mese di febbraio. A tal fine, nel modello Iva 2020 è stato aggiunto il quadro VP, che sostanzialmente ricalca il modulo VP della comunicazione «li.pe.« e va compilato con le modalità previste per tale modulo (eccetto che per i campi 4 e 5 del rigo VP1). Le istruzioni avvertono che il quadro VP non può essere compilato se la dichiarazione è presentata oltre il predetto termine (che quest’anno, come detto, scivola al 2 marzo). L’avvertenza è ribadita nelle specifiche tecniche, ove però non è precisato se la compilazione del quadro VP nella dichiarazione trasmessa dopo il 2 marzo costituisca errore bloccante. Se così non fosse, è da ritenere che l’inosservanza della prescrizione sarebbe sanzionabile come violazione dell’obbligo di trasmissione della li.pe., allo stesso modo dell’eventuale inesattezza dei dati del quadro VP. A quest’ultimo proposito, le istruzioni precisano che anche per correggere o integrare i dati della comunicazione del quarto trimestre occorre compilare: il quadro VP se la dichiarazione è presentata entro il 2 marzo, senza compilare il quadro VH (o W per le società controllanti) in assenza di correzioni relative alle li.pe. dei primi tre trimestri; il quadro VH se la dichiarazione è presentata oltre il predetto termine.

Contribuenti esonerati dalla dichiarazione annuale.
Tutti i titolari di partita Iva sono tenuti a presentare la dichiarazione annuale Iva 2020, anche se non hanno effettuato operazioni imponibili. Sono tuttavia esonerati dall’adempimento (nonché, di conseguenza, dalla presentazione delle li.pe.) i soggetti che si trovano in una delle seguenti situazioni: contribuenti che hanno registrato esclusivamente operazioni esenti dall’imposta, salvo che abbiano effettuato acquisti per i quali sono tenuti al pagamento dell’Iva (inversione contabile), oppure che debbano rettificare le detrazioni operate in anni precedenti; agricoltori che si sono avvalsi dell’esonero previsto dall’articolo 34, sesto comma, avendo conseguito nell’anno precedente un volume d’affari non superiore a 7 mila euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti compresi nella prima parte della tabella A allegata al dpr n. 633/72; raccoglitori occasionali di prodotti selvatici non legnosi e raccoglitori occasionali di piante officinali spontanee, che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 7 mila euro (art. 34-ter); imprese esercenti attività di intrattenimento e svago che si sono avvalse del regime speciale previsto dall’articolo 74, sesto comma; persone fisiche titolari di un’unica azienda concessa in affitto a terzi, che non hanno svolto alcuna attività rilevante agli effetti dell’Iva; rappresentati fiscali c.d. «leggeri», quali hanno adempiuto, per conto di soggetti esteri, agli obblighi per operazioni non soggette a pagamento dell’Iva; associazioni e società sportive dilettantistiche ed enti non lucrativi in genere che si sono avvalsi del regime speciale previsto dalla legge n. 398/1991; enti non soggetti passivi, titolari di partita Iva solo perché tenuti ad applicare l’imposta sugli acquisti intracomunitari; persone fisiche che si sono avvalse del regime c.d. di vantaggio o del regime forfetario; imprese extra Ue identificate in Italia nel regime «moss« per i servizi di e-commerce, di telecomunicazione e di teleradiodifussione resi a privati consumatori residenti nell’Ue.

FONTEItaliaOggi
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