Buone notizie per i professionisti iscritti agli Ordini, i 600 euro di marzo (ripetibili ad aprile) previsti dal DI Cura Italia per le partite Iva iscritte all’Inps potrebbero arrivare anche a loro. L’impegno ad estendere l’aiuto a tutte le partite Iva arriva dal mi lustro del Lavoro Nunzia Catalfo. Ora tutte le Casse devono fornire al ministero U dettaglio del numero di iscritti distinti per fasce di reddito, perché la somma, che è esentasse, sarà erogata solo al di sono di un certo guadagno ancora da definire. «Un primo passo importante-commenta il presidente dell’Adepp, l’Associazione delle casse di previdenza, Alberto Oliveti – perché elimina una discriminazione che non ha nessuna logica e giustificazione. Per l’erogazione – aggiunge Oliveti – si pensa di usare il canale già utilizzato per i contributo di maternità, dove le Casse anticipano la somma che poi viene restituita dallo Stato; in questo modo si rispetta la legge che vieta il trasferimento diretto o indiretto dello Stato verso le gli enti di previdenza dei professionisti». Ma non è tutto. Adepp, nel chiedere un intervento del ministro attraverso una lettera dell’11marzo, aveva anche avanzato la richiesta di consentire alla Casse una maggior libertà di manovra, ora impedita da regole stringenti. Per decidere in merito il ministro Catalfo ha chiesto di conoscere quali sono le iniziative che le Casse intendono mettere in campo. L’Adepp sta perciò predisponendo un catalogo che raccolga le azioni che gli enti previdenziali vorrebbero attivare, che però richiedono di accedere a una provvista che non possono toccare. «Chiediamo che ci venga permesso – spiega Oliveti – di allentare l’eccessiva riserva che abbiamo perché è adesso che i nostri iscritti hanno bisogno di aiuto e noi abbiamo le risorse per daglielo ma non le possiamo toccare». Resta ancora da sciogliere il nodo delle delibere. Le delibere delle Casse, per diventare operative devono avere il nullaosta dei ministeri vigilanti; un iter troppo lungo data la situazione. Intanto commercialisti e consulenti del lavoro, con un comunicato congiunto, chiedono parità di trattamento tra professioni ordinistiche e non. «Consulenti del lavoro e commercialisti», dichiarano i presidenti dei rispettivi Consigli nazionali. Marina Calderone e Massimo Miani, «sono chiamati a fare la loro parte, in una situazione di emergenza sanitaria, facendo enormi sacrifici per mantenere l’operatività degli studi per garantire alle imprese assistite l’attivazione degli strumenti di sostegno al reddito o l’assistenza necessaria nella gestione contabile-finanziaria delle attività produttive». Un impegno considerato marginalmente dal Dl Cura Italia. Tra le misure che consulenti e commercialisti chiedono ci sono: la compensazione dei crediti per imposte dirette senza aspettare la dichiarazione e il riconoscimento anche ai professionisti del credito d’imposta sui canoni degli studi in locazione. 

FONTEIl Sole 24 Ore
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