Per i pensionati l’emergenza coronavirus comporta una serie di novità, a cominciare dalle modalità di pagamento destinate a chi ritira il trattamento in contanti alle Poste. Fermo restando l’accesso contingentato agli sportelli, sarà possibile avere la pensione in qualsiasi ufficio postale, portando con sé documento d’identità e codice fiscale. Chi non potesse ritirarla nei termini indicati, ha 60 giorni di tempo per farlo. E questi cambiamenti si intrecciano, nella mensilità di aprile, con rivalutazioni, debiti e crediti fiscali. I pensionati con assegno compreso tra 3 e 4 volte il minimo Inps, quindi fra l.539,04 e 2.052,04 euro lordi al mese, ricevono ad apri le l’importo adeguato in base alla Legge di bilancio. Il testo ha introdotto un meccanismo di rivalutazione automatica delle pensioni diverso da quello applicato con la prima rata di gennaio 2020. A questi pensionati viene ora riconosciuta la rivalutazione del 100% e, con l’assegno di aprile, oltre all’adeguamento dell’importo del mese corrente, viene corrisposta la differenza relativa ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2020. Debiti e crediti fiscali Ad aprile, però, sono previsti anche eventuali conguagli fiscali, che possono derivare dalle operazioni di ricalcolo dei redditi imponibili delle prestazioni del 2019. Calcolo necessario per remissione della Certificazione Unica 2020. In considerazione dell’attuale fase di emergenza, però, sono stati sospesi i conguagli a debito che avrebbero azzerato l’impor to in pagamento. Discorso analogo per i crediti Irpef, che ad aprile vengono rimborsati qualora le trattenute del 2019 siano state maggiori rispetto al dovuto. Per le pensioni di importo più elevato, invece, prosegue la trattenuta relativa al 2020.

FONTELa Stampa
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