Alessandra Todde, 51 anni, è sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, una manager prestata alla politica. Con lei abbiamo fatto il punto per capire le strategie approntate dal governo contro la crisi.

Dopo l’emergenza sanitaria, arriva quella economica. “Il Governo – spiega Todde – ha reagito in maniera puntuale alla grave situazione che il Paese sta vivendo. Oltre al Decreto liquidità e il Cura Italia, è stato approvato anche il decreto Rilancio: 55 miliardi, 155 in termini di saldo netto da finanziare, comprensivi delle garanzie per la liquidità alle imprese. Il MiSE ha messo in campo risorse per circa 16 miliardi, 6 dei quali sul fondo perduto e 4 per il taglio Irap. E’ stato rafforzato il fondo di garanzia per le PMI, istituite risorse per il taglio delle bollette, ampliato il fondo dei marchi storici alla gestione delle crisi d’impresa. I tre decreti sono parte di un unico disegno organico, da leggere in perfetta linea di continuità”.

In particolare, sotto osservazione le strategie per affrontare le crisi. “Il MiSE – sottolinea il sottosegretario – deve supportare le imprese per rafforzarne la presenza e la competitività sul mercato anche in questa difficile stagione. E’ importante ragionare sia in termini strategici, e quindi di politiche industriali, sia in termini tattici di filiere, distretti, ecosistemi e non solo singole aziende in difficoltà. La revisione dei modelli di business, i rapporti con i fornitori e con i clienti, l’adozione di tecnologia abilitante, in un sistema di piccole e medie aziende come il nostro, devono diventare sempre più essenziali e spingere le Pmi a consorziarsi tra loro per rafforzare la catena del valore e accrescere la competitività. Senza un approccio sistemico non si va da nessuna parte. Le filiere vanno riformate verso modelli più performanti e prese anche decisioni sulla loro strategicità”.

Sono circa 150 le vertenze aperte al Mise. Il rischio è che possano diventare molte di più. “Il MiSE – evidenzia Todde – gestisce diversi tavoli, cercando di trovare soluzioni a problemi che hanno radici molto profonde e spesso legati a modelli di business che non si sono evoluti o crisi di competitività. Il nostro obiettivo è rimettere le aziende in condizione di tornare in piena attività e crescere ancora, garantendo sviluppo e occupazione. Molti di questi tavoli sono di monitoraggio. Ci sono vertenze che si risolvono positivamente, altre che si trascinano da anni, altre appena arrivate. Abbiamo gli strumenti, a partire dal fondo per le crisi aziendali o dai Contratti di sviluppo, per sostenere modelli aziendali sani ma in difficoltà. Il ruolo del MiSE è chiaro: lavorare al fianco delle imprese e della ricerca per rilanciare l’Italia”.

“Seguo molte vertenze – continua il sottosegretario – tra cui Conad-Auchan, Dema, Mercatone Uno. Molte si stanno evolvendo positivamente, una tra tutte è quella sarda dell’Alcoa. Il MiSE ha affiancato Sider Alloys e Invitalia risolvendo i nodi, come il costo dell’energia, che potevano costituire un problema alla ripartenza del sito industriale. Il contratto di fornitura, sciolto il nodo della garanzia, sarà siglato senza ulteriori impedimenti. Ci aspettiamo che l’azienda faccia la sua parte e realizzi quel piano industriale che ha da lungo tempo promesso al territorio del Sulcis Iglesiente e ai lavoratori”.

C’è poi il tema delle startup che è di grande attualità.“Abbiamo spinto su due assi – è la riflessione dell’esponente del governo – da una parte lavorare con il mondo del Venture Capital e dall’altra incentivare direttamente le startup. Il compito più importante come governo è fare in modo che il cigno nero non ricada tutto sulle spalle dei giovani imprenditori. Se non sosteniamo la creazione del valore sarà complicato ripartire. Abbiamo la responsabilità di non spegnere l’entusiasmo. L’ultimo decreto ha previsto il rafforzamento degli interventi per le startup, tra cui: il fondo di affiancamento dei venture capital (200 milioni), Smart&Start (100 milioni), i 10 milioni del contributo a fondo perduto per l’accesso ai servizi, una proroga di 12 mesi per validità dello status startup e 4 milioni del fondo intrattenimento digitale”.
Infine, un’attenzione particolare ai giovani. “E’ importante – conclude Todde – che i giovani si affaccino al mondo del lavoro con il massimo delle possibilità di poter trovare un impiego o poter creare impresa. Uno dei miei compiti è lavorare sul trasferimento tecnologico dalle università alle imprese, dove è evidente il digital divide che ancora hanno le imprese italiane. C’è una grandissima richiesta di professioni digitali e di esperti contabili e più in generale di laureati provenienti da materie STEM. E’ vitale continuare ad investire sulla creazione di queste competenze e sulla cultura di impresa”.

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