Il superbonus fa fare gli straordinari a professionisti e tecnici. Nelle loro mani, anzi, nelle loro attestazioni, si giocherà lo sviluppo della maxi agevolazione. Specie dopo le modifiche al di Rilancio che impongono certificazioni a raffica anche per la detrazione diretta (e non solo per la cessione del credito o lo sconto in fattura) e prevedono sanzioni amministrative e obbligo di polizza assicurativa con massimale non inferiore a mezzo milione di euro. I professionisti sono chiamati a fungere da garanti sulla liceità dei comportamenti tenuti dai contribuenti privati e dalle imprese esecutrici dei lavori. Tra certificazioni Ape, visti di conformità, attestazione della congruità di spese e interventi, sono infatti innumerevoli i documenti che occorrerà allegare (o conservare) per l’ottenimento del bonus. I primi ad essere chiamati in causa sono gli architetti, gli ingegneri, i geometri e in generale i periti abilitati al rilascio dell’attestato di prestazione energetica (Apa). Il comma 3 dell’ari. 119 del di Rilancio prevede che per gli interventi energetici (cappotto termico e sostituzione di impianti di riscaldamento), è richiesto l’incremento di due classi energetiche derivanti dal complessivo intervento, ove possibile . Tale requisito va certificato da professionisti abilitati, con il rilascio di un doppio attestato: prima dell’inizio dei lavori e dopo l’esecuzione degli stessi. II tutto nella forma di una dichiarazione asseverata. Sempre ad opera dei soggetti sopra indicati si prevede una ulteriore asseverazione relativa al rispetto dei requisiti tecnici minimi che gli interventi incentivanti devono rispettare. La norma richiama i decreti ex art. 14, comma 3-ter di 63/2013. Decreti mai emanati e sostituiti dai dm 19 febbraio 2007 e dell’11 marzo 2008. Tale asseverazione è ora richiesta anche per il godimento diretto della detrazione. Gli stessi tecnici dovranno attestare la corrispondente congruità delle spese sostenute relative agli interventi agevolati, dovendo poi trasmettere una copia all’Enea, con modalità che dovranno essere definite da decreto Mise. Con riferimento al sisma bonus, saranno i professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico, secondo le specifiche competenze, a dover attestare l’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico ai sensi del dm 58/2017, nonché la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Anche tale attestazione è ora estesa anche all’utilizzo diretto della detrazione. Ai dottori commercialisti e agli altri intermediari abilitati (esperti contabili, consulenti del lavoro, periti ed esperti iscritti nei ruoli delle Cciaa e responsabili dei Caf) è riservato il rilascio del visto di conformità, ai soli fini della cessione del credito o dello sconto in fattura. Il visto interesserà i dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione del 110%. A fronte di tutte queste incombenze sono previste sanzioni pesanti: il comma 14 dell’art. 119 prevede infatti che ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 15.000 euro per ciascun documento infedele. Sanzioni che si applicano laddove il comportamento del professionista non sia inquadrabile in altre fattispecie che costituiscano reato. Resta inteso che per i professionisti contabili chiamati all’apposizione del visto di conformità si applica la specifica disciplina sanzionatoria di cui all’articolo 39 del dlgs 241/97 che prevede la sanzione amministrativa da 258 a 2.582 euro. I professionisti chiamati a rilasciare le attestazioni tecniche sono obbligati a stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile con massimale adeguato a] numero delle attestazioni rilasciate e all’importo dei lavori certificati e comunque non inferiore a 500.000 euro . L’infedeltà delle attestazioni porta con sé la decadenza dal beneficio; la polizza, quindi, serve per risarcire sia lo Stato sia il cliente. Sotto la vigilanza del Mise. 

FONTEItaliaOggi
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