Il superbonus 2.0 premia i condomìni numerosi e le seconde case; porte aperte anche a serietà sportive e onlus mentre per gli immobili soggetti a vincoli che non permettono gli interventi principali, anche le altre spese godranno del maxi sconto. In sede di conversione, dunque, l’ecobonus e il sismabonus al 110%o trovano alcuni correttivi che ne allargano la platea dei beneficiari, in attesa della piena operatività della possibilità di trasformare la detrazione in credito d’imposta o in sconto in fattura. L’articolo 119 del di Rilancio esce alquanto ridisegnato dal passaggio in aula (il ddl di conversione ha ottenuto giovedì il sì della camera) e delinea meglio il quadro e le finalità di una disciplina destinata ad impattare profondamente sull’attività edilizia dei prossimi mesi e sulla quale si punta molto per la ripresa dell’economia. I punti fermi sono confermati: il bonus si presenta come detrazione del 110% delle spese sostenute da fruire in cinque anni, a quote costanti; le alternative a tale fruizione sono la facoltà di cedere il bonus sotto forma di credito d’imposta e la possibilità di ottenere uno sconto in fattura sull’importo dei lavori. Le nuove disposizioni prevedono, innanzitutto, limiti di spesa differenti, rispetto alla versione del di; per gli interventi di isolamento termico il bonus passa da un limite di 60 mila euro a 50 mila euro per le abitazioni autonome o le villette a schiera; peri lavori su condomini il bonus è di 40 mila euro per ciascuna unità abitativa se l’edificio è composto da meno di otto appartamenti e di 30 mila euro per ciascuna unità se l’edificio si compone di più di otto appartamenti. Anche nel caso di interventi di efficentamento energetico su parti comuni di condomini viene posto un doppio limite: 20 mila euro per ciascuna unità se l’edificio ne contiene meno di otto e 15 mila euro per edifici con più di otto unità abitative. Gli stessi interventi su edifici autonomi o villette a schiera danno diritto al bonus per un limite di spesa di 30 mila euro per unità. Con riferimento all’effetto trainante degli interventi principali sulle altre misure già previste, viene chiarito che laddove gli edifici siano soggetti a vincoli culturali o paesaggistici e comunque nei casi in cui gli interventi principali siano vietati da regolamenti urbanistici, edilizi e ambientali, il superbonus si applica a tutti gli interventi «minori», a condizione che sia rispettato il requisito del miglioramento di almeno due classi energetiche. Una disposizione importante è quella che ammetta al super bonus anche gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d) del dpr n. 380 del 2001. Regime particolare anche per gli interventi posti in essere dagli Istituti autonomi casa popolari (Iacp), espressamente ammessi al super bonus con estensione temporale del periodo per eseguire i lavori fino al 30 giugno 2022. In tema di sismabonus la novità più interessante è relativa al riconoscimento della detrazione al 110% anche per la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo ai fini antisismici. Tali lavori per poter fruire della detrazione potenziata, devono essere abbinati a uno degli interventi previsti dai commi da 1-bis a 1-septies dell’art. 16 del di 63/2013. Per gli impianti fotovoltaici tutto confermato dalla necessità di agganciarsi a un intervento trainante alla condizione di cedere al Gse l’energia non autoconsumata ovvero non condivisa per l’autoconsumo. In particolare si chiarisce il concetto di «autoconsumo in sito», adeguandolo alla normativa europea che ha previsto la possibilità di realizzare configurazioni di autoconsumo composte da una pluralità di utenti che, sfruttando la rete elettrica di distribuzione, autoconsumano istantaneamente, l’energia prodotta dagli impianti a fonti rinnovabili. Viene inoltre introdotta la possibilità di autoconsumo tramite condivisione, ad esempio da tutti i condomini di un condominio. Dal punto di vista soggettivo, il superbonus è esteso alle onlus, alle associazioni di promozione sociale e alle società e associazioni sportive dilettantistiche. Per queste ultime è espressamente previsto che gli interventi agevolati sono solo quelli eseguiti sugli immobili adibiti a spogliateti. Scompare, inoltre, il limite relativo alle seconde case; il superbonus sarà fruibile dalle persone fisiche per gli interventi realizzati su qualunque unità immobiliare di proprietà, per un massimo di due abitazioni, ferma restando l’agevolazione relativa per gli interventi effettuati su parti comuni dell’edificio. Con riferimento all’opzione per il credito d’imposta o lo sconto in fattura si allungano i tempi. L’adozione del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate con le disposizioni attuative della norma deve essere emanato trascorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione. Una novità rilevante è legata al fatto che le varie certificazioni richieste sono ora necessarie non solo in caso di cessione del credito d’imposta o dello sconto in fattura ma anche laddove il beneficiario volesse fruire direttamente, come detrazione, del bonus. Viene puntualizzato il ruolo di coordinatore del professionista contabile che rilascia il visto di conformità. Costui dovrà verificare la presenza delle altre attestazioni rilasciate dai tecnici. Ulteriore novità è quella che permette la •fruizione del bonus non solo al termine dei lavori ma anche ad ogni stato di avanzamento raggiunto. Per poter frazionare la detrazione (o il credito) occorrerà una attestazione per ogni Sai con particolare attenzione alla congruità delle spese sostenute per la frazione di opera. Congruità che dovrà essere disciplinata da decreto Mise e che sarà fondata, nelle more, sui prezziari regionali, sui listini ufficiali o sui prezzi di mercato. La nuova versione dell’articolo 119 esclude dal superbonus alcune particolari tipologie di immobili; le unità iscritte nelle categorie catastali A/I (abitazioni signorili), A/8 (ville), A/9 (palazzi e castelli). Sono introdotte norme per le comunità energetiche rinnovabili e l’autoconsumo collettivo. In particolare, si prevede che per le sole comunità energetiche rinnovabili, costituite in forma di enti non commerciali o di condomini, l’esercizio di un impianto fotovoltaico di potenza fino a 200 kW, non costituisce esercizio di attività commerciale abituale. Inoltre, si stabilisce che la detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici si applichi fino a una soglia di 200 kW e fino a un ammontare complessivo di spesa non superiore a euro 96.000, per gli impianti rinnovabili che aderiscono ad autoconsumo collettivo ovvero alle comunità energetiche. Per tali soggetti la detrazione relativa all’installazione di impianti fotovoltaici si applica per impianti di potenza non superiore ai 20 kW. In caso di potenza maggiore, solo laddove gli impianti siano inseriti all’interno di una configurazione per autoconsumo collettivo o comunità energetica, sarà possibile ottenere sulla potenza in eccesso dei 20 kW, pro quota, l’ordinaria detrazione.

FONTEItaliaOggi
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