Pmi e microimprese «in difficoltà» potranno ottenere i contributi a indo perduto previsti dal decreto Rilancio. La commissione europea ha allargato il 29 giugno scorso le maglie del sostegno alle imprese colpite dal Covid-19 anche a questi soggetti che in un primo momento erano stati esclusi dall’accesso agli aiuti di cui all’art. 25 del decreto legge 34/2020. È questo emerge dalla lettura del punto 2.8 della circolare n. 22 E del 21/7/2020 dell’Agenzia delle entrate (si veda ItaliaOggi del 22 luglio 2020), che fa riferimento proprio alla comunicazione del 29 giugno 2020 C(2020) 4509 final con cui la l’esecutivo europeo ha modificato alcune condizioni relative alle misure temporanee di aiuti di Stato che ritiene compatibili a norma dell’alt. 107, par. 3, lettere b) e e), del Trattato Uè alla luce della pandemia di Covid-19. In particolare, la Commissione ha ritenuto che gli aiuti possono essere concessi alle microimprese o alle piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, peraltro contrariamente a quanto precisato al punto 7 della circolare dell’Agenzia delle Entrate, n. 15/E del 13 giugno 2020 (ciò m quanto precedente alla citata comunicazione), purché tali imprese: – non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale, e – non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio (che non abbiano rimborsato) o aiuti per la ristrutturazione (e siano ancora oggetto di un piano di ristrutturazione).

Start-up innovative.
La Commissione sottolinea che gli aiuti del decrete Rilancio sono inoltre destinati a potenziare le possibilità di sostegno a favore delle start-up innovative (che in gran parte rientrano nella definizione di Pmi) che, trovandosi nella loro fase di crescita rapida svolgono un ruolo fondamentale per la ripresa economica dell’Unione. La Commissione ricorda inoltre che, anche prima della modifica in esame, tutte le Pmi che al 31 dicembre 2019 risultavano operative da meno di tre anni beneficiavano già delle misure di aiuto previste dal quadro temporaneo, in quanto alla data del 31 dicembre 2019 non potevano essere considerate imprese in difficoltà ai sensi del regolamento generale di esenzione per categoria, tranne in casi eccezionali di procedura di insolvenza o di concessione di aiuti al salvataggio o alla ristrutturazione.

Istanze presentate e poi revocate.
A questo punto è opportuno chiedersi se possano essere ripresentate, alla luce della circolare 22/E/2020 , le istanze già inviate dalle società considerate in difficoltà e poi revocate nel vigore della citata circolare 15/E/2020. Al momento non si cono precisazioni specifiche m merito da parte dell’amministrazione finanziaria, tuttavia si potrebbe fare riferimento al punto 3.5 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 21/07/2020, in cui, relativamente alle modalità di invio dell’istanza ai fini dell’ottenimento del contributo, viene precisato che «…è possibile, in caso di errore, presentare una nuova Istanza, in sostituzione dell’Istanza precedentemente trasmessa. L’ultima Istanza trasmessa nel periodo di cui al punto 3.4 (ossia dal giorno 15 giugno 2020 al 3 agosto 2020.) sostituisce tutte quelle precedentemente inviate per le quali non è stato già eseguite il mandato di pagamento del contributo». Pertanto, preso atto degli intendimenti comunitari che hanno operato m deroga al regolamento comunitario n. 651/2014 al fine di aiutare anche le imprese in difficoltà al 31/12/2019, le istanze presentate e poi revocate potrebbero rientrare nella casistica dell’invio per «errore», con possibilità quindi di una nuova presentazione, specie nei casi in cui non è stato già eseguito il mandato di pagamento del contributo.

FONTEItaliaOggi
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