Quota 100, sperimentazione previdenziale della durata di tre anni (2019-2021), ha permesso e permetterà ai Lavoratori pubblici e privati che ne fanno richiesta. di anticipare la data di inizio della pensione. Introdotta con D.L.4/201Q “Quota 100”, calcolata come somma tra età anagrafìca, 62 anni, ed età contributiva, 38 anni, consente l’accesso anticipato alla pensione di vecchiaia, senza il rispetto dei 67 anni richiesti dalla legge Fornero, con penalizzazione tra il 5% e 30% sul valore atteso. Seppure in discussione, Quota 100 è stata riconfermata fino al termine della sua sperimentazione (31/12/2021) con La possibilità di presentare domanda telematica all’Inps in modo autonomo o tramite Caf. “Nel 2020 L’Inps ha registrato un elevato incremento del numero di pensionati rispetto soprattutto al 2018. anno del minimo storico. Le stesse statistiche hanno dimostrato che la percentuale di donne che hanno usufruito della pensione anticipata (circa 32%) risulta più bassa rispetto a quella maschile”. Lo ha dichiarato Giuseppe Scolaro, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, sottolineando la difficoltà di quest’ultime nel raggiungere gli anni di contributi richiesti. Per le pensioni di vecchiaia tale discrepanza non si è manifestata. Quali saranno gli scenari successivi alla riforma? L’aumento dell’età pensionabile è fuori discussione! “Peraltro in termini di lievitazione della spesa, l’onerosità del blocco del requisito di anzianità contributiva per l’accesso alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e io per le donne) fino al 31/12/2026, impatta in ugual misura sulle finanze pubbliche”. “Tra le possibili soluzioni – ha aggiunto Scolaro – vi è quella di prevedere pensioni anticipate in base ai contributi versati, provvedimento tuttavia non vantaggioso per chi ha svolto un’attività lavorativa non costante. Più interessante è la proposta di introdurre una flessibilità intorno ai 64 anni con circa 37 anni di contribuzione. con una riduzione per le donne di otto mesi per ogni figlio fino ad un massimo di 24 mesi, soluzione che permetterebbe, inoltre, il riallineamento tra sistema previdenziale italiano ed Europeo. Si discute anche sulla possibilità di incrementare il valore stesso della pensione. Tuttavia le soluzioni descritte restano, ad oggi, solo considerazioni” .

FONTELa Voce di Mantova
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