Il valore dell’autonomia delle Casse previdenziali ha risollevato un po’ i professionisti, nell’armo del Coronavirus: la stragrande maggioranza degli aiuti in tempo di pandemia è stata adottata facendo «leva» sui contenuti dei Regolamenti interni. E senza, cioè, dover «bussare» alla porta dei ministeri del Lavoro e dell’Economia per ricevere l’assenso. È così che Cassa forense ha varato bandi per il sostegno degli avvocati (anche aiutandoli a pagare il canone d’affitto dello studio), però ha, comunque, sottoposto (finora, senza risposta) ai dicasteri il testo della delibera del 2 aprile, con cui ha disposto la sospensione degli adempimenti previdenziali: la trasmissione del modello 5/2020, «già nasata al 30/9/2020, è differita al 31/12/2020», si legge, e per quel che concerne il pagamento dei contributi in autoliquidazione potranno essere corrisposti o in un’unica soluzione entro il 31/12/2020, senza interessi e sanzioni, o in due rate annuali di pari importo con scadenza 31/3/2021 e 3Ü3/2022, maggiorate dell’interesse dell’1,50%, su base annua, senza sanzioni. Indipendenti le iniziative licenziate dall’Enpaf (farmacisti), che gravano sul fondo per le calamità naturali del Regolamento assistenziale, cui si aggiunge la fissazione di un diverso calendario dei pagamenti (due mesi avanti, rispetto al 2019); autonomamente sospesi versamenti e «piani di rientro» fino al 30 settembre dall’Enpapi (infermieri), via al welfare straordinario dalla Cnpr (ragionieri), incluso il sussidio fino a 20 mila euro per eventi con «rilevante incidenza sul bilancio familiare» degli iscritti, così come l’Enpav (veterinari), che ha erogato «143 indennità del valore di 170 mila euro», ha «congelato» i pagamenti al 30 settembre usando «istituti normativi esistenti». Invece, l’Enasarco (agenti di commercio e consulenti finanziari) ha spedito due mesi fa ai ministeri la delibera per l’assegnazione di 2 milioni per erogazioni straordinarie, l’Enpab (biologi) ha sottoposto a giugno e agosto il riconoscimento «ai pensionati attivi un’indennità fino a 1.000 euro», e agli associati con redditi superiori ai 50 mila euro un contributo «una tantum» di 1.000 euro, a fronte di un calo dei guadagni del 50%, l’Enpam (medici e dentisti) attende risposta sulla delibera del 28 aprile che prevede per i «camici bianchi» deceduti in attività a causa del virus «un incremento dell’anzianità contributiva maturata al momento della morte di tanti anni quanti ne mancano al raggiungimento dell’età anagrafica di vecchiaia, fino ad un massimo di 20». Inarcassa, infine, che per supportare la platea di architetti ed ingegneri ha deciso di stanziare 100 milioni derivanti dalla variazione al bilancio di previsione 2020 (si veda ItaliaOggi del 19 marzo 2020) ha recentemente dato ai dicasteri una «ulteriore prova di sostenibilità»: ad agosto «ci è stato chiesto di conoscere le possibili evoluzioni sulle dinamiche attuariali nel medio-lungo periodo» della misura, dice il presidente Giuseppe Santoro. E «abbiamo risposto, numeri alla mano, che l’Ente è perfettamente sostenibile».