I soldi del Recovery Fund non si possono usare per ridurre le tasse, ma possono invece essere utili per finanziare l’ammodernamento della macchina fiscale. E quindi oltre che per migliorare il rapporto tra Stato e cittadini anche per ampliare alla fine il gettito per le casse pubbliche, grazie a procedure più efficienti. Il concetto era stato accennato nelle settimane scorse da vari rappresentanti del governo, anche in risposta alla crescente pressione per un utilizzo quasi miracoloso degli oltre 200 miliardi attesi da Bruxelles, Ma ieri è toccato ad Ernesto Maria Ruffini elaborarlo e precisarlo, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione Finanze della Camera, La premessa è naturalmente che «le scelte definitive spettano al parlamento e al governo»; il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha però delineato gli ambiti in cui le risorse potrebbero essere incanalati, che in parte sono quelli su cui l’amministrazione finanziaria si è già mossa negli anni passati (dal 730 precompilato alla fatturazione elettronica). Per proseguire in questa direzione, Ruffini suggerisce di «rafforzare gli strumenti digitali mediante i quali offrire i servizi ai cittadini, favorendo, contestualmente, lo svolgimento della prestazione lavorativa, da parte dei dipendenti dell’Agenzia, in modalità “agile”»; poi di «favorire l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento, razionalizzando alcuni adempimenti degli operatori economici»; e infine di «rafforzare ulteriormente gli strumenti di ausilio all’attività di controllo, mediante un miglior utilizzo, con modalità , del patrimonio informativo attualmente disponibile». Dunque più servizi di assistenza ai cittadini anche impiegando personale dell’Agenzia “a distanza”; ma anche graduale passaggio (anche con incentivi che potrebbero essere finanziari dai fondi europei) agli Ernesto Maria Ruffini smart-Pos in grado in prospettiva di integrare in un solo terminale anche le funzioni di registratore di cassa e quelle relative alla trasmissione telematica dei corrispettivi. Il che faciliterebbe il meccanismo del cash-back e la lotteria degli scontrini. Infine ricorso ai big data per il contrasto dell’evasione: in particolare si punta su algoritmi di auto-apprendimento in grado di individuare i contribuenti più a rischio. Ruffini si è soffermato su altri due temi di attualità: la riscossione con il suo “magazzino” da 987 miliardi dei quali realisticamente solo 74 possono essere incassati e il passaggio per i lavoratori autonomi al sistema di tassazione per cassa, che potrebbe partire da 1,8 milioni di contribuenti in modalità semplificata.

FONTEIl Messaggero
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