I ministeri del Lavoro e della Salute hanno predisposto una circolare congiunta (n.13/2020) in merito alla definizione di lavoratori fragili. I recenti dati emersi dalla pandemia hanno evidenziato, nelle fasce di età più elevate della popolazione, che La presenza di alcune malattie cronico-degenerative in caso di contagio da Covid-19. possono aggravare le patologie preesistenti. Dunque tali dati hanno portato a definire ¡[.concetto di fragilità; Individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare. in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologico sia di tipo clinico”. Di conseguenza, non è solo il fattore dell’età a determinare la condizione di fragiLità, ma devono sussistere patologie preesistenti che possano causare una situazione di maggior rischio, “La circolare sottolinea che i lavoratori possono richiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria in ragione dell’esposizione al rischio di coronavirus, nell’eventualità in cui siano a rischio con patologie già diagnosticate”, evidenzia Gianluca Buselli. consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili. “Alcune delle Leggi sulla sicurezza del lavoro prevedono nei luoghi di lavoro la presenza di un medico competente. Li do-ve non è presente è possibile indirizzare il lavoratore in questione all’INAIL oppure, come introdotto dalla circolare stessa, alle Aziende Locali Sanitarie territoriali o ai dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle università”. “Di primaria importanza. per i datori di lavoro – conclude Buselli – sarà dotare il medico incaricato di una dettagliata descrizione sul ruolo e sulle mansioni del lavoratore in questione, accompagnandolo con un documento di valutazione del rischio di contagio sul lavoro”.