Si infiamma il dibattito sulla riforma fiscale, alimentato da legittimi timori sull’impatto che questa misura potrà avere sul tessuto ecouomico e sociale di un paese come l’Italia duramente messo alla prova dall’emergenza sanitaria del Covid – 19. Parole d’ordine: equità e semplificazione. Sono questi i tratti principali emersi nel corso delle tavole rotonde tra tecnici, professionisti e politici, che hanno animato il congresso nazionale di Alghero per il 70esimo anniversario dell’Associazione nazionale commercialisti. E se i rappresentanti del mondo delle professioni hanno a più riprese lamentato la scarsa attenzione del governo alle proposte presentate, proprio dalla politica viene raccolto l’appello al dialogo per individuare le priorità in tema di riforme. «Il dialogo tra professioni e governo», ha dichiarato la deputata dem Chiara Gribaudo, componente della commissione lavoro, «si è indirizzato per il verso giusto attraverso il tavolo di concertazione attivato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Mi aspetto importanti risultati da questo confronto. Stiamo lavorando per venire incontro alle esigenze sia dei commercialisti che di tutti i cittadini di un fisco più equo, trasparente ed efficace. Tre caratteristiche fondamentali se vogliamo dare una vera svolta in questo settore, a partire dalla lotta all’evasione. Ma non basta. Servono grandi investimenti nella formazione e per il rinnovamento della pubblica amministrazione, più attenzione al welfare e alle nuove professioni se vogliamo fare quello scatto in avanti come Paese che il delicatissimo momento in cui viviamo richiede». L’esigenza di una semplificazione del quadro normativo viene sostenuta anche dal senatore Andrea de Bertoldi, segretario della commissione Finanze: «È oramai un passo improrogabile se davvero vogliamo un fisco equo che sia in grado di combattere l’evasione partendo da una riduzione immediata della pressione su imprese e cittadini. Sono mesi che il governo sembra non dare ascolto alle richieste dei commercialisti. Come Consulta parlamentare dei commercialisti, che ho l’onore di coordinare, confido nel buon esito del tavolo tecnico aperto al Mef auspicando che sia davvero la volta buona e riesca a dare buoni frutti avvicinando le parti. La categoria dei commercialisti deve essere messa al centro della riforma fiscale. Il futuro della professione non è facile da decifrare in questo mo mento così difficile per il sistema Paese è legato molto anche al ruolo sussidiario che i commercialisti possono ricoprire nei confronti della pubblica amministrazione. Mi riferisco in particolare all’assistenza nella gestione e rendicontazione dei fondi europei, uno dei grandi vulnus delle nostre regioni che sono spesso in ritardo. Un passo in più verso il futuro per una categoria dimenticata ultimamente dalle istituzioni». II tema della lotta all’evasione fiscale utilizzando anche tutte le opportunità che offrono le nuove tecnologie è stato ripreso da Emiliano Fenu, capogruppo del Movimento 5 stelle in Commissione finanze al Senato, che ha sottolineato: «Stiamo lavorando a un pacchetto di contrasto all’evasione fiscale attraverso soluzioni tecnologicamente avanzate, incentivi premianti all’uso dei pagamenti elettronici, con deterrenti più rigorosi, senza criminalizzare nessuna categoria e con l’obiettivo di diminuire la pressione fiscale. Dobbiamo rompere il circuito vizioso che ha portato all’attuale situazione e lo si può fare solo ed esclusivamente puntando sulle nuove tecnologie che sono in grado di incrociare dati, far emergere il sommerso e tracciare una nuova via»