L’Agenzia delle Entrate ha specificato che la fruizione degli incentivi dell’ecobonus possa avvenire solo per gli edifici già dotati di impianti di riscaldamento, “Si potrà beneficiare dell’agevolazione – osserva Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa ragionieri – solo se l’edificio è dotato di stufe, caminetti o altri impianti di riscaldamento fissi e se la somma delle potenze degli apparecchi è almeno uguale o maggiore di 5 kW. Qualora gli edifici fossero dotati di impianti di riscaldamento mobili non sarà possibile beneficiare degli incentivi”. Cosa succede, tuttavia, se gli impianti sono fissi, ma la potenza inferiore a 5 kw? Tale tematica risulta essere molto discussa e per trovare una soluzione bisogna fare riferimento alla definizione di riscaldamento che, tuttavia, è stata soggetta a cambiamenti. Fino a Giugno 2020, l’impianto termico veniva definito come “un impianto tecnologico fisso destinato a servizi di climatizzazione invernale o estiva, con o senza produzione di acqua caLda sanitaria, indipendentemente daL vettore energetico utilizzato” Non sono considerati impianti termici apparecchi come ad esempio: stufe, caminetti o apparecchi di riscaldamento localizzato o di energia radiante, mentre se tali apparecchi sono fissi sono assimilati agli impianti termici nel momento in cui la somma delle potenze al servizio della singola unità immobiliare è maggiore di 5 KW. “L’11 giugno scorso – conclude Buselli – è però entrato in vigore il dlgs 48/2020, che ha modificato la norma, considerando tutti gli apparecchi fissi come impianti di riscaldamento, indipendentemente dalla potenza, permettendo anche a vecchie case di accedere al beneficio purché ci sia il miglioramento di almeno due classi energetiche. Dati i forti dubbi riscontrati circa la possibilità di fruire o meno del beneficio, si attendono nuovi aggiornamenti dall’ADE”.