Il principio di trasparenza, cosi come previsto dal TUIR, sottolinea che alla data di chiusura del periodo d’imposta, le società possono distribuire ai soci sia i redditi generati nell’esercizio che il diritto alla fruizione di crediti d’imposta maturati ma non utilizzati dalla stessa. La ripartizione ai soci di una società avviene in proporzione alla quote detenute dal singolo, il quale, potrà beneficiare del credito per estinguere i suoi debiti tributari. L’attribuzione dei crediti d’imposta contribuisce alla liquidazione degli utili spettanti ai soci nel periodo conclusosi, ma tuttavia, questo può avvenire solo per le società di persone. Non configurandosi come una cessione del credito, ma come una particolare forma di utilizzo di un’agevolazione in possesso della società. “La determinazione del credito maturato avviene all’atto della presentazione della dichiarazione dei redditi – evidenzia Salvatore Baldino, CdA della Cnpr -, poiché essa è L’unica titolare del beneficio fiscale. Proprio per tale ragione, nel caso in cui si evidenziasse un recupero del credito d’imposta assegnato ma non dovuto alla società, L’Amministrazione Finanziaria potrà rifarsi solo nei confronti della stessa dichiarazione e non verso i singoli soci, indipendentemente se questi ultimi hanno fruito del beneficio o meno”. “L’utiLizzo da parte dei soci del credito d’imposta totaLe o parziaLe sarà considerato come impiegato dalla società e, di conseguenza, graverà su il suo recupero. Cosi facendo – conclude Baldino -, ne deriva che i soci dovranno restituire alla società la quota di cui hanno beneficiato”.