«Non c’è un problema di deficit per l’Inps finché non c’è un problema di deficit per lo Stato. Nel 2018 proprio un intervento pubblico ha ripianato il debito dell’Istituto per circa 65 miliardi, a seguito della crisi che si è protratta tra il 2009 e il 2014″. Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, parlando con La Stampa, difende cosi la stabilità del sistema previdenziale, e garantisce che i due miliardi di passivo causati dalla pandemia, da sommare al rosso da 26 miliardi già certificato nell’assestamento di bilancio, non mettono a rischio le pensioni degli italiani. Tridico ricorda peraltro come nel 2019 «per la prima volta dopo 10 anni si sia registrato un avanzo» nei conti. L’Inps era intervenuto ieri di prima mattina con un comunicato per ricordare come l’emergenza Covid abbia richiesto da marzo «risposte straordinarie», che hanno impegnato l’Istituto in «attività di sostegno al Paese che non hanno precedenti”. L’equilibrio dei conti «non è in discussione ed ogni aggravio generato dall’eccezionalità del periodo viene costantemente monitorato e ha garanzia di copertura nel complessivo controllo dei conti pubblici e nelle manovre di governo e Parlamento», sottolinea l’ente della previdenza socia- le. «Il deficit particolare di questo anno, che segue un 2019 in attivo, non mette a rischio ne le future prestazioni ne la validità delle misure a sostegno di cittadini e imprese”, sostiene l’Inps. A PalazzoChigi, intanto, domenica di lavoro per il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che hanno incontrato i capidelegazione di maggioranza per chiudere il discorso sulla manovra. Il testo della legge di bilancio arriverà nelle prossime ore in Parlamento, ma prima dovrà passare nuovamente in un Consiglio dei ministri, atteso oggi alle 12. Nel pomeriggio invece verrà presentata ai sindacati. La rotta comunque è tracciata: si va verso un nuovo scostamento di bilancio da 20 miliardi e un terzo Decreto Ristori. Dopo il via libera “salvo intese” del 18 ottobre scorso, la bozza della finanziaria è stata resa nota solo tre giorni fa e anche ieri ha subito qualche piccola modifica che l’ha fatta lievitare a 248 articoli, cinque in più rispetto alla prima versione. Come annunciato dalla ministra Nunzia Catalfo nell’intervista a questo giornale, la manovra prevede sgravi triennali al 100% per l’assunzione delle donne. L’articolo 27 del testo prolunga poi al 31 dicembre 2029 la decontribuzione al 30% dei dipendenti al Sud, ma stabilisce un décalage. Tra le misure messe in campo, la proroga fino a marzo della possibilità di rinnovare i contratti a tempo determinato senza causale, in deroga al Dl Dignità. Sempre nel pacchetto lavoro, i contratti di espansione saranno estesi alle aziende con 500 dipendenti, mentre oggi erano riservati solo alle imprese con più di mille addetti. Una norma supportata da una integrazione salariale che consente la riduzione dell’orario di lavoro e lega l’assunzione di nuovi profili con il prepensionamento di altri. Insomma, una sorta di staffetta generazionale. L’acquisto dei vaccini anti Covid e dei farmaci per la cura dei pazienti con il virus è coperto con un fondo ad hoc di 400 milioni di euro, istituito al ministero della Salute. Sono stanziati due miliardi in più nel 2021 per l’edilizia sanitaria, da utilizzare anche per la realizzazione delle Rsa, mentre è saltata l’accisa al 25% sulle sigarette elettroniche. Una spinta ai consumi fermi al palo potrebbe giungere dal cashback: i rimborsi per chi paga con carte e bancomat saranno esentasse. Il nuovo meccanismo, che fa parte del Piano Italia cashless, dovrebbe partire con le spese diNatale e già a febbraio i consumatori si troverebbero sul conto 150 euro di bonus.