Le Casse di previdenza dei professionisti sono state molto attive in questi mesi di crisi pandemica. Hanno anticipato i 600/mille euro riconosciuti per tre mesi agli iscritti con redditi sotto i 50mila euro richiesti da orca mezzo milione di professionisti Un’azione che ha aiutato a sbloccare è dialogo tra Casse e Governo e la prossima finanziaria potrebbe essere un primo importante banco di prova. Ne parliamo con il presidente dell’Adepp, l’associazione che rappresenta 20 Casse di previdenza dei professionisti. Alberto Oliveti, cosa si aspetta, o meglio cosa si augura di trovare, nella prossima legge Finanziaria?
Nel sogno la fiscalità europea, nel pratico una decompressione fiscali su alcuni passaggi. In primis una defiscalizzazione dei sussidi assistenziali, perché quelli messi in campo dal Governo in questi mesi di pandemia sono esenti mentre gli aiuti messi in campo dalle Casse (ricordiamo che i professionisti sono stati esclusi, a differenze di altre partite Iva, dai contributi a fondo perduto) sono stati tassati come reddito; mi auguro che la Finanziaria possa mettere fine a questo scempio. Un altro tema sul tavolo riguarda la tassazione dei rendimenti finanziari, che per le Casse è del 26% e per i fondi pensione del 20%; non solo, la parte tassata sui nostri rendimenti viene tassata nuovamente all’erogazione della pensione, cosa che invece non accade ai fondi di previdenza complementare.

Voi investite direttamente in Italia il 38% e all’estero il 47% del vostro patrimonio. Come spiega questa differenza?
Intanto le Casse in Italia mantengono il 53% dell’intero patrimonio, perché oltre agii investimenti domestici vanno anche considerate la liquidità, che per delle Casse di previdenza è consistente, e le polizze assicurative. Aggiungo che l’Italia ha un merito di credito piuttosto basso, e la nostra esposizione diretta del 23% è anche troppo alta considerato che il livello di rischio dei nostri investimenti deve essere contenuto dato che dobbiamo garantire le pensioni future.

Cosa state chiedendo al Governo?
Tra le richieste più urgenti c’è quella di ridefinizione tra sostenibilità ed esigenza di sostegno; è anacronistico che oggi ci venga chiesto di avere tante riserve e non si possa intervenire con aiuti concreti verso i professionisti che si trovano in difficoltà a causa di una situazione eccezionale come quella che stiamo vivendo.

Dal vostro Report sugli investimenti emerge che il sistema delle Casse ha un patrimonio crescente, eppure esistono Casse in situazione di forte criticità, come ad esempio l’Inpgi. Come è potuto accadere?
A mettere m difficoltà il sistema dell’istituto di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi) è la crisi del sottostante lavorativo (negli ultimi anni si sono persi oltre 4mila posti di lavoro, ndr). Non mi risulta che siano stati gU investimenti a causare l’attuale situazione.