Se non si trattasse di un mondo capovolto e non si fosse abusato della pazienza di professionisti e contribuenti – da un paio di settimane alle prese con l’incrocio tra codici Ateco e aree a colori – si dovrebbe concludere che per fortuna anche l’amministrazione adotta il ravvedimento sprint. L’Inps, a sette giorni di distanza, ha cambiato, opportunamente, idea sul versamento dei contributi, entro lunedì 16, per le imprese con sede in Campania e Toscana diventate zone rosse nel weekend. Peccato che i professionisti, tra sabato e lunedì scorso, hanno dovuto avvisare i clienti con sede in quelle regioni che – a rigor di circolare – avrebbero dovuto pagare e che la scelta di non versare li avrebbe esposti a sanzioni e interessi. Da ieri, per l’Inps tutti i contribuenti delle Regioni rosse, determinate prima del 16 novembre, sono destinatari della sospensione dei contributi di ottobre. Se ne riparlerà entro il 16 marzo 2021. La posizione dell’Inps, concordata con il ministero del Lavoro, non può essere attribuita, per analogia, all’agenzia delle Entrate, che finora non ha detto se intende applicare le moratorie ai contribuenti di Regioni scivolate in zona rossa dopo l’entrata in vigore del Dl Ristori bis. Un chiarimento che riguarda il 16 novembre e, a breve, la scadenza del 30 per i soggetti Isa. Anche ieri «Il Sole 24 Ore» ha sollecitato una risposta positiva dell’Agenzia che sarebbe nella logica oltre che nella lettera della legge. Attenzione, però: si attivi da subito un alert informatico su calendario e zone a colori per evitare, tra qualche anno, che un software smemorato invii avvisi a raffica a chi non ha pagato in base alla carta geografica dinamica della pandemia. Le difficoltà anche perle amministrazioni sono comprensibili, ma a pagare non possono essere i contribuenti. Da ultimo la questione Irap: con il plafond degli 800mnila euro per gruppo di imprese era chiaro da mesi che il taglio, per molte aziende, si sarebbe risolto in un pessimo quadro astratto.