Alzi la mano chi ha la fortuna di non conoscere il problema della Non Autosufficienza, perché non ha parenti o conoscenti nelle condizioni di necessitare dell’assistenza di una terza persona per svolgere le normali attività quotidiane!

Che la mano l’abbiate alzata o meno, vale la pena comunque approfondire l’argomento; seppure all’inizio doveste sentirvi angosciati e scaramanticamente indotti a voltare pagina, alla fine della lettura non vi pentirete di aver investito del tempo per riflettere su un doloroso fenomeno naturale e per apprezzare l’iniziativa promossa da CNPR volta a limitarne i patimenti.

Come sapete, a partire dal 15 novembre 2020 e soltanto fino al 30 dicembre 2020, ovvero all’interno di una finestra di soli 45 giorni, ogni iscritto alla Cassa ha la possibilità di sottoscrivere una polizza Long Term Care a condizioni economiche e normative uniche ed esclusive. 

A fronte di un premio individuale annuo di 110€, detraibile fiscalmente, è possibile per ogni iscritto a CNPR acquistare il diritto a una rendita mensile di 1.200€, esentasse, pagata per tutta la vita in caso di perdita di autosufficienza. Non solo, alle medesime condizioni normative e di costo, è possibile l’acquisto individuale della polizza anche da parte del coniuge, figli e genitori dell’associato alla Cassa, in modo da permettere una reale completa protezione del nucleo e degli affetti.

Per apprezzare compiutamente la proposta è però necessario focalizzare sulla natura del problema, sul fardello economico che ne deriva e soprattutto sulle impossibili soluzioni alternative.

Il fenomeno purtroppo è sotto gli occhi di quasi tutti; serviamoci di qualche dato statistico per ottenere una consapevolezza maggiore, per valutare attraverso una misura un contesto sociale inquietante. Secondo quanto evidenziato dall’osservatorio Istat, oggi in Italia: 

  • quasi 4 milioni di famiglie hanno un parente non autonomo a carico;
  • circa 1 milione sono le badanti occupate, tra regolari e non; 
  • ogni anno vengono erogate 2 milioni di indennità di accompagnamento, per un importo complessivo di oltre 13 miliardi. Di queste (soltanto) il 71% è corrisposto a ultra 65enni.

Sono numeri che rilevano una questione che coinvolge una grossa fetta della popolazione, in modo trasversale e imponderabile. Infatti, la non autosufficienza può derivare sia da una malattia o dal naturale invecchiamento, la cui frequenza è strettamente correlata con l’età e quindi più probabile nelle età anziane, sia da infortunio, più usuale nelle età più giovani. 

La nostra società vive inoltre dinamiche sociali che impattano negativamente sulle già afflitte condizioni della persona non autosufficiente: aumentano i single, che non hanno una rete familiare su cui contare; aumentano le coppie nelle quali entrambi lavorano, da cui l’impossibilità di farsi carico di familiari non autosufficienti; cresce la mobilità lavorativa rispetto al luogo di residenza della famiglia di origine, per cui darsi una mano è sempre più complesso. 

Insomma, il quadretto della grande famiglia che si alterna amorevolmente intorno al parente sfortunato, contribuendo chi alla cucina, chi agli spostamenti, chi alla semplice compagnia, è un ricordo appartenente ad altre epoche.

Oggi il modello prevalente di assistenza alle persone non autosufficienti è risolto tra la solitudine delle mura domestiche di una città che non ti conosce, accuditi da un singolo familiare oppure, più frequentemente, da una badante.

Accade che all’improvviso si materializza il diabolico problema della coperta corta e via con le improbabili soluzioni ingegnose e gli incastri creativi, per far fronte ad un costo medio di 1.300€ al mese per una badante, raddoppiato in caso di assistenza 24h, oppure alla retta di una struttura di ricovero compresa tra 2.000€ e 4.000€, in relazione alla qualità dei servizi prestati. L’unica assistenza statale alla quale è possibile ambire, questo non tutti lo sanno, è l’assegno di accompagnamento, del valore di poco più di 500,00€ al mese.

In tale contesto, il contributo fornito da CNPR origina da una premessa indispensabile: rispetto alla non autosufficienza, il fine di tutti gli interventi sanitari, socio-assistenziali o di protezione privata, non sono la guarigione, generalmente difficile, bensì il mantenimento della migliore condizione di benessere psico-fisico del paziente ed anche dei suoi parenti più prossimi, abitualmente coinvolti nel vortice di privazioni e sacrifici. 

Ferma la premessa, il reale valore offerto dalla Cassa è stato di immaginare, incoraggiare e supportare la definizione di un’offerta di protezione unica, facendo leva sulla numerosità del collettivo che rappresenta, sul profilo socio-anagrafico dei propri iscritti, sulla mutualità e solidarietà dei rischi indotta, sulla tecnica ed i principi delle assicurazioni sociali.

Le polizze Long Term Care esistono da diverse decine di anni; sono contratti assicurativi attraverso i quali la compagnia di assicurazione si impegna a pagare all’assicurato una rendita vitalizia mensile nel caso in cui, nel corso del periodo di copertura, sia accertata la sua perdita di autosufficienza (misurata attraverso la capacità di adempiere alle attività quotidiane). Garantiscono una rendita mensile erogabile vita natural durante, da spendere nel modo che si ritiene più opportuno: pagare una dignitosa struttura sanitaria, stipendiare una badante esperta, oppure provvedere a tutte le spese sostenute dalla rete di caregiver familiari. 

Tuttavia, acquistare individualmente una polizza Long Term Care è piuttosto dispendioso, tanto da renderle proibitive per la maggior parte della popolazione: un contratto di non autosufficienza che garantisca una rendita vitalizia di 1.000€ al mese, sul mercato costa tra i 400 ed i 1.500 € l’anno, in relazione all’età dell’assicurato. Inevitabilmente le famiglie italiane che beneficiano della copertura sono rare e generalmente limitano la protezione al capo famiglia, lasciando scoperti il resto dei membri, altrettanto esposti al rischio.

Tra l’altro, non sempre è possibile sottoscrivere il contratto LTC. Le garanzie presentano barriere in ingresso, quali visite mediche preventive oppure questionari sanitari, sempre a firma del medico di base. Per taluni contratti addirittura è sufficiente una pillola della pressione oppure una qualsiasi patologia cronica non invalidante per essere esclusi dalla copertura.

L’innovativo modello di adesione proposto da CNPR, basato su una impostazione 100% mutualistica ma ad adesione facoltativa, presenta enormi vantaggi rispetto alle polizze presenti sul mercato e acquistabili singolarmente da ciascuno: 

  • definisce un premio collettivo uguale per tutti, a prescindere dall’età, che risulta essere 9 volte inferiore alla media del mercato, tanto da renderlo accessibile sia agli iscritti che a tutti i loro familiari;
  • non prevede visite mediche preventive, né questionari da far sottoscrivere al medico, favorendo una stipula rapida e smart;
  • include in copertura anche le non autosufficienze derivanti da malattie pregresse e già note al singolo;
  • prevede la prestazione di rendita anche in caso di perdita delle capacità cognitive (Alzheimer, Parkinson, etc.), a prescindere dalla capacità di adempiere alle attività della vita quotidiana;

Per coloro che sono interessati alla copertura, per coloro che vogliono essere previdenti ed intendono proteggere se stessi e la propria famiglia, non è possibile ambire a condizioni migliori. Per questo, la campagna di adesione sta ricevendo uno straordinario consenso sia da parte degli iscritti sia da parte dei loro familiari.

L’offerta, confezionata da Zurich Investments Life, è disponibile soltanto fino al 30 dicembre 2020. Per approfondire il significato e la definizione di “non autosufficienza”, conoscere più nel dettaglio il perimetro dell’offerta ed apprezzarne i valori, ma soprattutto per un’adesione consapevole, è possibile visitare il portale web unicamente dedicato agli iscritti alla CNPR:

 ADERISCI SUL PORTALE :

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