“Il superbonus 110% può essere fruito anche dai titolari d’impresa agricola, dagli altri soggetti, dai soci o dagli amministratori di società semplici agricole, nonché dai dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda, ma solo se gli interventi riguardano fabbricati rurali ad uso abitativo”. 

Lo rende noto Guido Rosignoli, consigliere d’amministrazione Cassa dei Ragionieri e degli esperti contabili segnalando che con la circolare n. 30 del 22 dicembre 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti sul superbonus a diversi quesiti sollevati dalla stampa specializzata, dalle associazioni di categoria, dagli ordini professionali dei Centri di assistenza fiscale.

Per le Onlus, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, invece, il superbonus spetta senza alcuna limitazione relativamente alla tipologia di immobili oggetto di intervento e quindi indipendentemente dalla categoria catastale e dalla destinazione dell’immobile. Per tali soggetti non opera neanche la limitazione delle unità immobiliari.

In pratica, il requisito di accesso autonomo sussiste ogni qual volta un’unità immobiliare abbia un accesso autonomo dall’esterno, quale che sia lo spazio esterno su cui tale accesso si affaccia. 

“Nella stessa circolare – rimarca Rosignoli – , viene precisato che possono fruire del bonus le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni. Di conseguenza, possono utilizzare la detrazione anche i contribuenti persone fisiche che svolgono attività d’impresa o arti e professioni, qualora le spese sostenute abbiano ad oggetto interventi effettuati su immobili appartenenti all’ambito ‘privatistico’, ma soltanto se gli immobili sono residenziali.