Il gettito di Iva perso potrebbe arrivare a 164 miliardi di euro in tutta la Ue, rispetto ai 140 del 2019. La causa principale sarà l’enorme numero di società che dichiareranno fallimento a causa della crisi sanitaria. E quindi la commissione europea vuole creare un codice unitario delle misure più efficaci implementate dagli stati Ue al fine di contrastare le perdite dell’Imposta sul valore aggiunto, una comunicazione intitolata Mind the Vat Gap (Attenzione al divario dell’Iva) su cui la commissione ha aperto una consultazione. Nel 2018, l’Iva non riscossa dalle autorità fiscali degli Stati membri in tutta l’Ue – il cosiddetto Vat Gap, cioè la differenza tra le entrate previste e quanto lo stato ha effettivamente incassato – ammontava a circa 140 miliardi di euro. A causa della recessione causata dal Covid-19, questa perdita potrebbe aumentare ulteriormente fino 164 miliardi di euro nel 2020, principalmente a causa dei fallimenti delle società. «La perdita deve essere ridotta in modo significativo per aiutare gli stati membri a riprendersi dalla crisi», scrive la commissione. Tuttavia, le statistiche mostrano che esistono differenze significative tra i divari Iva nazionali degli stati membri che variano da un massimo di oltre il 33% del debito fiscale totale Iva a un minimo inferiore all’1%. E l’Italia è la peggiore quanto riguarda le perdite di Iva in termini assoluti. Le stime della commissione indicavano che l’Italia nel 2018 ha perso 35 miliardi di euro, con il 24,5% di gettito non raccolto. Gli ultimi dati disponibili riguardano tuttavia la fase precedente all’introduzione della fatturazione elettronica che secondo i dati annunciati a giugno 2020 aveva aumentato il gettito fiscale Iva di circa 3,5 miliardi di euro.