Il governo si impegna ad ascoltare le istanze dei professionisti. Ad affermarlo è il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone in occasione del forum “Obiettivo futuro”: “Ci impegniamo ad ascoltare le istanze dei professionisti e degli Ordini professionali: già il 27 novembre sarà convocato un tavolo con gli ordini per parlare di equo compenso per valorizzare gli studi. L’impegno è anche per una nuova legge per tutti gli ordini professionali, che è certamente gravoso e ambizioso, ma credo ci siano le condizioni per un ottimo risultato”.

Secondo il segretario della Commissione Bilancio della Camera Stefano Fassina “la speranza è che nei prossimi giorni si possa fare qualche correzione sia per quanto riguarda la fatturazione elettronica sia per quanto riguarda il regime forfettario per i contribuenti sotto i 65mila euro.

La speranza è che la semplificazione e la riduzione del debito fiscale – che sarà consistente visto che l’aliquota del 15% si applicherà a contribuenti che arrivano a fatturati fino a 65mila euro – porti ad una emersione della base imponibile. Non c’è dubbio che dovremo monitorare con molta attenzione quello che avviene”.

Per Galeazzo Bignami, componente della Commissione Finanza della Camera, “il garante della privacy ha rilevato come sia mancata la totale concertazione con l’Agenzia delle Entrate e i soggetti preposti in ordine alla cura e al trattamento dei dati, soprattutto sotto l’aspetto della conservazione e del rischio della loro diffusione. Questi dati contengono tutto ciò che attiene alla vita di noi tutti, quindi riteniamo che servano misure molto più chiare e rigorose per non mettere a repentaglio tutto il know how di un’impresa. Anche i professionisti si vedono esposti a rischi e a fallature di sistema che come abbiamo già visto in passato sono tutt’altro che improbabili”.

“Il legislatore – ha continuato Bignami – ha previsto più di due miliardi di gettito dal nuovo strumento ma a nostro modo di vedere è un errore guardare soltanto ai proventi che ne deriverebbero: bisogna invece guardare all’effettiva semplificazione e vitalità del sistema per i cittadini. Abbiamo chiesto un rinvio perché il sistema non è pronto: tutti gli operatori hanno detto che è assai rischioso introdurre oggi questo nuovo meccanismo ma al contrario si guarda soltanto ai soldi e questo per noi è assai rischioso”.

In conclusione, l’intervento di Francesco Lucifora, consigliere del Consiglio di presidenza della Giustizia Tributaria: “In questo scorcio di consiliatura abbiamo avuto incontri quasi settimanali con i funzionari del ministero per mettere a punto la fase finale del processo tributario telematico, fase che riguarda proprio le attività dei giudici circa la trasmissione in via telematica della sentenza. Abbiamo chiesto al MEF di prorogare l’entrata in vigore del processo tributario telematico nella sua fase obbligatoria: riteniamo che le strutture delle commissioni tributarie non siano ancora provviste della dotazioni informatiche appropriate e anche che i giudici non abbiano computer sufficientemente idonei a garantire la trasmissione dei dati in modo sicuro da tutelare la privacy e la riservatezza dei documenti che hanno ovviamente importanza in merito alla natura delle questioni trattate”.

FONTEItaliaOggi
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