Professionisti nuovamente sul piede di guerra e pronti ad una manifestazione. C’è la fatturazione elettronica, tra le altre cose, tra le motivazioni di una protesta di una categoria che cerca da tempo un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali del paese. “Se il governo non accoglierà le istanze della categoria i professionisti sono pronti a tornare in piazza e a lanciare una class action”, ha evidenziato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione nazionale Commercialisti (Anc) in occasione del forum “Obiettivo futuro”.

“Chiediamo attenzione particolare sulla fatturazione elettronica: il paese deve essere messo in sicurezza sul trattamento dei dati. Non possiamo mettere a repentaglio l’intero sistema economico e – ha concluso Cuchel – le risposte del ministro Tria e del governo non ci soddisfano”.

Una sponda alle istanze dei professionisti arriva da Cosimo Maria Ferri, componente della Commissione Giustizia della Camera. “Coinvolgere i professionisti per un confronto costruttivo è fondamentale: portano un contributo di idee e di proposte, in quanto persone che vivono sul campo. D’altra parte, quando fai le leggi devi tener conto degli effetti e il professionista è vicino al cittadino, con lui c’è un rapporto di fiducia, di conseguenza è necessario siano coinvolti per la bontà del provvedimento. Poi magari non ti trovi sempre su posizioni simili ma il confronto è importante”.

Ferri ha portato come esempio la sua precedente esperienza nell’esecutivo: “Negli anni scorsi abbiamo esercitato il potere di vigilanza che ha il ministero della Giustizia in maniera sempre costruttiva, cercando di portare un contributo fattivo. Anzi, quando ho messo piede nel ministero il Consiglio nazionale dei commercialisti, ad esempio, era commissariato, e quindi abbiamo subito cercato di superare questo problema. Inoltre – ha continuato – abbiamo rivoluzionato le procedure esecutive con un sistema più trasparente, mettendo al centro il professionista anche per quanto riguarda le deleghe alle vendite immobiliari. Insomma abbiamo sempre coinvolto le categorie, cercato di vedere il professionista come un alleato e un interlocutore che potesse facilitare il rapporto tra Stato e cittadino e aiutare il rispetto delle regole. Certo, serve una maggiore semplificazione, bisogna sburocratizzare anche perché il professionista avverte i paletti che appesantiscono le attività”.

Per l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, “l’architettura della legge di bilancio è fragile, non credo arriveremo all’1,5% previsto come tasso di sviluppo e penso che sfonderemo il rapporto del 2,4% tra deficit e pil. Le risorse messe per pensioni e reddito cittadinanza sono insufficienti per gli obiettivi che il governo vorrebbe raggiungere”.

Anche il processo tributario telematico sul tavolo: tante le questioni da affrontare per Ennio Sepe, presidente dell’Associazione Magistrati Tributari. “Bisogna dotare le commissioni tributarie degli strumenti necessari per utilizzare al meglio le modalità informatiche e telematiche; fornire i giudici tributari di pc per poter operare adeguatamente; attrezzare gli uffici delle commissioni tributarie con aule di udienza predisposte per le cause tributarie telematiche; prevedere locali destinati ai giudici tributari per poter operare su computer in via telematica. E, ancora, predisporre stanze che siano destinate alle parti perché anche esse hanno necessità di operare in via telematica e informatica”.

“Un altro problema – continua – è che la revisione della normativa non si limiti esclusivamente a prevedere il funzionamento delle specifiche tecniche operative per il processo telematico-informatico ma anche le conseguenze determinate dall’inosservanza delle norme tecniche”. Insomma, la strada sembra lunga e tutt’altro che semplice.

FONTEItaliaOggi
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