E-fatture, 8,1 milioni di documenti in meno di dieci giorni. Fino a ieri il sistema di interscambio (Sdi) ha gestito 8,1 milioni di fatture elettroniche, con un tasso di scarto pari al 7,3%, mentre era sopra il 30% nella prima fase di e-fattura. Non sono state riscontrate criticità, ne l’Agenzia delle entrate ha ricevuto segnalazioni di malfunzionamento. È questo il primissimo bilancio che il ministro dell’economia e delle finanze, Giovanni Tria, ha tracciato in risposta al question time, alla Camera, sulle criticità sull’adempimento della fattura elettronica obbligatoria. «Dal 1° gennaio apposite sonde rilevano in via automatica ogni 5-10 minuti eventuali anomalie», ha spiegato Tria, «e le stesse non hanno evidenziato, a oggi, alcuna anomalia». «È stato costituito», ha aggiunto Tria, «un gruppo di 60 funzionar! dell’Agenzia delle entrate per testare, nelle sedi collocate sul territorio, il funzionamento del sistema, soprattutto nelle ore di maggiore carico, e non sono state rilevate criticità», ha proseguito il titolare del dicastero di via XX Settembre. In definitiva, conclude il rappresentate del Governo, «non sono stati riscontrati malfunzionamenti, segnalati, tra l’altro, da un’unica associazione di commercialisti e non dall’ordine dei commercialisti o da altri ordini professionali». Non si placano, intanto, le proteste relative ai rallentamenti della piattaforma web dedicata alla fatturazione elettronica. «Il ministro Tria, nonostante le prove fattuali del disastro in corso, ha deciso che tutto va bene, che i funzionar! della task force per le emergenze si annoiano placidamente e che una sola associazione (la nostra) non basta a scuotere l’albero delle certezze per far cadere eventuali frutti guasti. Siamo a dir poco sconcertati da questa che oramai possiamo chiamare una congiura del silenzio tra i vertici nazionali delle categorie», ha chiosato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione nazionale commercialisti. «Abbiamo ricevuto tante lamentele e richieste di aiuto da colleghi e clienti. In alcune zone di collina o di montagna, internet non funziona bene e lo stesso vale per seminterrati e certi palazzi storici in cui hanno sede alcune imprese. Il problema non è solo la rete, ma la filiera computer-software house-sito dell’Agenzia delle entrate che deve funzionare contemporaneamente e alla perfezione altrimenti la fattura non parte, ha dichiarato Guido Berardo, vicepresidente dell’Ordine dei commercialisti torinesi, al quotidiano La Stampa Torino. Secondo Roberto Bellini, direttore generale di Assosoftware, invece, «i rallentamenti e le problematiche sull’e-fattura sono fisiologiche al momento di avvio di un sistema così complesso».

FONTEItaliaOggi
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