Lo shutdown che sta paralizzando il Governo Usa arriva provvidenziale a far saltare il viaggio oltreoceano di Luigi Di Maio, programmato da lunedì a giovedì prossimo. Non proprio il momento giusto per partire, dopo lo scontro sui migranti nel Governo e la pioggia di ritorsioni incrociate che si è riversata sul decreto più importante per il M5S: quello su pensioni e reddito di cittadinanza. Nessun Consiglio dei ministri oggi: tutto è rinviato alla prossima settimana. Nonostante l’apertura di Di Maio a Salvini. «I soldi per gli invalidi ci sono», ha assicurato di buon mattino a Radio Anch’io. «I 260mila invalidi che percepiscono un trattamento avranno accesso al programma del reddito senza doversi riqualificare per il lavoro e avranno una pensione a 780 euro se sono da soli, mentre il nucleo avrà 1.300 euro e chi è in famiglia, per esempio la mamma, avrà la possibilità di stargli vicino senza dover cercare un lavoro». I fondi? Arrivano, come anticipato ieri sul Sole 24 Ore, dal tesoretto di 400 milioni, ricavato nel quadriennio grazie alla riduzione della platea di stranieri beneficiari, che servirà anche a pensioni minime e formazione «di coloro che lavoreranno nei centri per l’impiego». Ma alla Lega non basta. «Il reddito avrà il nostro appoggio se ci sarà un aumento di centinaia di migliaia di pensioni di invalidità», ha ribadito Salvini. Frenando: «Meglio non fare di corsa». I nodi non sono soltanto i fondi per gli invalidi. Ieri dalle Regioni è arrivata la richiesta di un confronto urgente, dopo la riunione di mercoledì degli assessori al Lavoro, che chiedono «spazio adeguato» nel decreto al «principio della leale collaborazione e della concertazione istituzionale». Altra novità riguarda il piano per il ritorno alla vecchia governance pre- 2010 in Inps e Inail con la nomina dei Cda. Nei nuovi board, composti da cinque persone (tra cui il presidente), entreranno quattro soggetti scelti «tra dirigenti della Pa da porre in posizione di fuori ruolo» e «dotati di riconosciuta competenza e professionalità e di indiscussa moralità e indipendenza». Ma altre versioni indicavano un solo membro da selezionare tra i dirigenti pubblici. Il nuovo testo specifica i poteri del Cda: dalla programmazione alle scelte su organico e piani di investimento, mentre il presidente «rappresentante legale dell’Istituto» convoca il Cda e partecipa alle sedute del Consiglio di vigilanza. L’ultima bozza non prevede più l’inclusione delle nate nel 1960 nella proroga di “opzione donna” e si toma parlare di lavoratrici con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 di contributi. Non solo. La “pace contributiva”, che diventa «facoltà di riscatto di periodi non coperti da contribuzione», anni di laurea compresi, consentirà ai lavoratori fino a 40 anni di età di effettuare pagamenti più leggeri rispetto all’aliquota del 33%. Ma la norma sarebbe ancora oggetto di valutazione per i costi. Esclusi da “quota 100” militari e forze dell’ordine, mentre per la possibilità di finanziamento bancario per l’anticipo del Tfs, ieri la ministra Giulia Bongiorno ha precisato che una parte degli interessi sarà a carico dello Stato, il resto dei beneficiari.

FONTEIl Sole 24 Ore
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