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NAPOLI – Stamattina è suonata la campanella per oltre 450mila studenti della Campania che tornano tra i banchi dopo oltre un mese di stop alle lezioni in presenza. Circa 200mila sono di Napoli e provincia.Hanno fatto rientro a scuola gli alunni delle classi fino alla prima media, ma non dappertutto. Alcuni sindaci della regione, una ventina in Campania, hanno infatti deciso di prorogare la Dad nelle scuole di ogni ordine e grado. Ordinanze di chiusura sono state firmate anche da primi cittadini di comuni popolosi come Ischia, Cava de Tirreni e Trentola Ducenta, mentre si torna in classe in tutti i capoluoghi, Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento.

LEGGI ANCHE: Scuola, stop riapertura da sindaci Irpinia e CasertanoAl Convitto nazionale Vittorio Emanuele II di piazza Dante a Napoli gli studenti della prima media sono entrati in classe alle 7:45, quelli delle elementari a partire dalle 8, con ingressi differenziati di entrata e uscita nel rispetto delle normative anticontagio. Personale Ata si è occupato di scandire al megafono classi e sezioni, annuncio cui ha fatto seguito l’applauso di molti bambini.

“Mia figlia è contentissima – ha raccontato alla Dire Vincenzo Ferraiuolo, papà di Giulia, 6 anni, iscritta al primo anno della primaria -, la cosa più bella è vedere che lei e i suoi amichetti sono felici di andare a scuola. A settembre non era così, Giulia era affezionata alla maestra dell’asilo e ha avuto una sorta di blocco perché doveva iscriversi alle elementari. Ma durante il lockdown ha acquistato fiducia nella scuola. Ha conosciuto i suoi compagni e le maestre principalmente attraverso uno schermo. Era in Dad, ma aveva voglia di socializzare. L’augurio mio e di tanti genitori è che le scuole restino aperte fino alla fine dell’anno scolastico”.

Anche Morgan, otto anni, iscritto alla seconda classe della primaria, è felice di rientrare a scuola. “L’esperienza in Dad – ha spiegato alla Dire sua madre, Federica – è stata molto pesante, sia per loro che per noi genitori. Lavorare, seppur in smartworking, e seguire mio figlio non è stato semplice. Bambini di quest’età hanno bisogno di essere seguiti, non riescono a stare al pc da soli. Stamattina Morgan era carico, certo bisogna svegliarsi prima, ma i bambini si adattano. Non ho apprezzato questo balletto di decisioni, ora che la scuola si riapre deve restare aperta. Cambiare le abitudini dei bambini ogni mese, se non ogni settimana, è molto deletereo”.Al Convitto nazionale Vittorio Emanuele II di Napoli è istituto il tempo pieno e gli studenti restano a scuola fino alle 17. Per rispettare le normative, la dirigente Silvana Dovere ha chiesto “la massima puntualità negli orari sia di ingresso sia di uscita”. Ai genitori è permesso di utilizzare le cosiddette “finestre Covid”, cioè una fascia oraria di dieci minuti in cui è possibile prelevare prima gli studenti.

“Tutti gli alunni delle classi di scuola primaria e delle classi prime della secondaria di primo grado potranno consumare il pranzo nei locali dei refettori suddivisi in due turni, vista la notevole vastità degli ambienti”, ha rilevato la preside. Le attività ricreative previste escluderanno giochi liberi e giochi da contatto. “Gli educatori – ha comunicato la dirigente – guideranno gli allievi in attività strutturate negli spazi, nei tempi e nei modi nel più accurato rispetto delle norme anticontagio indicate dall’Iss e del protocollo di sicurezza anticovid”. I genitori sono stati invitati a fornire ai propri figli quotidianamente una bustina di plastica pulita in cui possano riporre la mascherina durante il pranzo e del gel disinfettante per le mani. Gli ambienti scolastici e i servizi igienici sono sanificati ogni giorno, mentre banchi, superfici e maniglie saranno sanificate più volte al giorno. All’utilizzo delle mascherine, si aggiungono poi le altre misure per ridurre il contagio, come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani. I genitori, prima di accompagnare il figlio a scuola, devono misurare la temperatura corporea ogni mattina e “rispettare costantemente e accuratamente tutti i protocolli e le buone prassi anticontagio anche al di fuori del contesto scolastico – ha chiesto la dirigente Dovere – in modo da non vanificare gli sforzi costanti che questa istituzione quotidianamente mette in pratica nell’interesse dell’intera comunità scolastica”.

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