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di Marialaura Iazzetti

MILANO – La Lombardia non intende arrendersi e chiederà nuovamente al ministero della Salute di approvare i test salivari molecolari, i cosiddetti ‘lecca lecca’ sul modello di quelli usati dai campioni di basket della Nba. Ieri ne ha parlato alla ‘Dire’ la biologa della Statale Valentina Massa annunciando l’inizio della sperimentazione nelle scuole di Bollate (Milano). I ricercatori confidano di migliorare molto il tracciamento nelle scuole e la novità è sbarcata oggi in commissione sanità di Regione Lombardia, con un interesse trasversale. “L’assessora Letizia Moratti ha mandato una lettera molto precisa a Giovanni Rezza (direttore generale del dipartimento di Prevenzione) perché vengano formalmente autorizzati”, anticipa in commissione Sanità del Pirellone il direttore generale al Welfare, Giovanni Pavesi, rispondendo tra gli altri alla richiesta di informazioni del M5s e del presidente della commissione Emanuele Monti (Lega). La Regione aveva già spedito la richiesta al ministero qualche settimana fa “ma non aveva ricevuto risposta”, ricorda il dg.

La Lombardia, grazie al laboratorio di microbiologia della Statale e al professor Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina della Statale, sta lavorando da tempo ai tamponi salivari molecolari. L’assessorato al Welfare ritiene dunque che i tamponi salivari molecolari possano servire su tutto il territorio regionale “soprattutto con la riapertura delle scuole”. Per questo insisterà affinché siano convalidati.

La risposta dal ministero potrebbe arrivare a breve: “Proprio ieri in un confronto con il ministero il dottor Giovanni Rezza spiegava che entro il fine settimana si sarebbero pronunciati in modo positivo sull’autorizzazione”, riferisce Simona Tironi (Fi), vicepresidente della commissione Sanità, che si sta occupando del tema insieme alla ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini.

Per il presidente della commissione Sanità, Emanuele Monti, questo test molecolare è uno strumento importante da utilizzare, perché “compatibile con l’auto-somministrazione e molto meno invasivo di quello nasofaringeo”.

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