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GENOVA – Drappi bianchi con la croce rossa di San Giorgio in tutti in palazzi istituzionali e non solo. Genova si è vestita a festa per celebrare il giorno della bandiera, una ricorrenza giunta alla sua terza edizione, dopo l’istituzione all’unanimità decretata dal Consiglio regionale. Il sindaco Marco Bucci ci ha tenuto molto fin da subito, come ha dimostrato volendo dedicare a San Giorgio il viadotto autostradale che ha preso il posto del ponte Morandi, e come dimostra anche oggi, alla cerimonia ufficiale nel cortile di Palazzo Tursi, indossando la mascherina cucita a mano dalle vesperitine della Val Bisagno e la cravatta griffata ad hoc con bandierina e scritta “Femmo torna Zena superba”, donata due anni fa anche all’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Speriamo che questo sia l’ultimo anno con il Covid e con queste restrizioni- sottolinea il sindaco- questa è una festa importante, è una manifestazione delle caratteristiche dell’essere genovesi, dei nostri difetti e dei nostri pregi, del fatto che abbiamo avuto tanti anni di storia e che abbiamo davanti una storia da costruire, con le nostre forze, con la nostra caparbietà e con la nostra capacità di lavorare senza fare troppo chiasso”. Per Bucci, “sentire l’orgoglio di essere genovesi è importante: la bandiera è un simbolo attorno al quale ci si raduna tutti assieme, è un simbolo anche di quella che vuole essere la città del futuro: sono contento che i genovesi oggi avranno la possibilità di festeggiare, magari non tutti assieme, ma la città è piena di bandiere genovesi, l’invito è stato pienamente raccolto da tutti”.

Anche per il governatore ligure, Giovanni Toti, si tratta di una “ricorrenza molto importante perché un lembo di stoffa che, di per sé, potrebbe avere poco valore, in realtà ci ricorda chi siamo, dove andiamo, chi siamo stati, quali sono le nostre responsabilità e i valori che ci portiamo dietro e di cui dobbiamo essere all’altezza. È più che opportuno ricordare la nostra storia per spronare tutti a costruire un futuro che sia all’altezza dei colori e dei valori di questa città”. Nel corso della cerimonia, sono stati nominati dieci nuovi ambasciatori di Genova nel mondo. In collegamento video anche il console italiano nel Regno unito, Marco Villani, il presidente del Saint George’s club, Dominic Pini, e il presidente del Flag institute Malcom Farrow. Ultima parte della cerimonia dedicata al saluto simbolico agli atleti genovesi che parteciperanno alle prossime olimpiadi di Tokyo, con l’intervento di una rappresentante del consolato giapponese in Italia. Finale in musica con il coro del Teatro Carlo Felice di Genova che ha eseguito a cappella “Ma se ghe penso”, inno non ufficiale della città.

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