“Occorre chiarire che il beneficio relativo alla detassazione delle indennità riconosciute in ragione dell’emergenza epidemiologica è da riferire a tutti i lavoratori autonomi a prescindere dalla qualificazione e dal trattamento fiscale dei redditi ordinariamente prodotti”. E’ quanto richiesto da Antonio Viscomi, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Lavoro della Camera, in una interrogazione a risposta scritta in Commissione Finanze.

L’art. 10-bis d.l. 137/2020 conv. in l. 176/2020 stabilisce la “detassazione di contributi di indennità e di ogni altra misura a favore di imprese e lavoratori autonomi relativi all’emergenza Covid-19. L’Agenzia delle Entrate ritiene che non siano da sottoporre a tassazione le erogazioni a beneficio dei titolari di reddito di lavoro autonomo professionale, di coloro che esercitano un’arte o una professione, e in genere di tutti coloro che svolgono un’attività di lavoro senza vincolo di subordinazione, quand’anche autonomi senza partita IVA, con contratto occasionale o con contratto di cessione del diritto d’autore.

Ma la stessa Agenzia ritiene che siano soggetti a tassazione gli autonomi con contratto di collaborazione e i parasubordinati iscritti alla gestione separata. E questo perché il Tuir assimila i loro redditi a quelli di lavoro dipendente: autonomi quanto alla tipologia contrattuale (come richiede l’art. 10-bis) e assimilati ai subordinati quanto al trattamento fiscale.

“Una norma di favore sul piano fiscale – conclude Viscomi -, a beneficio di soggetti deboli nel mercato del lavoro, diventa così una clava che li colpisce proprio nella situazione di maggiore difficoltà”.