covid,-salvini:-“coprifuoco-insensato,-noi-fuori-dal-governo?-pd-e-m5s-se-lo-scordino”

Anche se il cantiere previdenza è di fatto fermo, sale la tensione sul dopo Quota 100. La decisione del Governo di eliminare dalla versione finale al Pnrr qualsiasi riferimento alle pensioni non sembra aver calmato le acque. Matteo Salvini ieri è tornato alla carica contro l’ipotesi di un ritorno secco alla riforma Fornero, prospettato nelle bozze del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con la sola eccezione di percorsi agevolati per i iavoratori impegnaci in attività gravose. «Un tema su cui faremo sentire voce della Lega è quello del diritto al lavoro e alte pensioni», ha ribadito il leader del Carroccio sostenendo che non si possono punire i lavoratori di 62,63 e 64 anni e rilanciando la proposta di Quota 41 (l’uscita garantita al quarantunesimo anno di versamenti a prescindere dall’età anagrafica). Salvini: se sale l’età ci faremo sentire. Un’opzione che non dispiace ai sindacati. Che hanno ripetuto il loro no allo “scalone” che si prospetta tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 con la conclusione della sperimentazione triennale di Quota 100. Anche per questo motivo Cgil, Cisl e Uil spingono per il ricorso a un nuovo sistema flessibile di uscite con una soglia minima che dovrebbe essere fissata attorno ai 62 anni d’età. Una soluzione che, a parere dell’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, si porta dietro l’interrogativo su chi si scaricherebbero i costi di questa flessibilità. Costi che, sostiene Fornero, non possono gravare sui giovani. A lanciare una nuova proposta per provare a uscire dall’impasse è stato ieri il presidente dell’Inps. Pasquale Tridico. Che ha ipotizzato di dividere la pensione in due quote prevedendo la possibilità di anticipo per la sola parte contributiva e vincolando l’erogazione dell’eventuale “fetta” retributiva esclusivamente al compimento dei 67 anni. Un’intervento che sarebbe non eccessivamente oneroso peri conti pubblici ma che rischierebbe di diventare appetibile per chi usufruirebbe di una assegno consistente. Il presidente dell’Inps, che ha ricordato come per Quota 100 siano stati fin qui spesi circa 10 miliardi sui 19 previsti (286.226 le domande risuìtate accolte al 2 marzo), ha proposto anche specifiche agevolazioni per i “lavoratori “fragili” e per quelli impegnati in attività gravose, oltre a un rafforzamento dell’Ape sociale.