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ROMA – Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, ha deciso di rinviare a data da destinarsi le elezioni legislative del 22 maggio, le prime a svolgersi dopo 15 anni. Abbas ha motivato la scelta con la necessità di avere tra gli elettori anche i votanti di Gerusalemme Est, un accesso che invece “Israele ha negato”. L’Anp calcola in 150.000 i palestinesi aventi diritto di voto a Gerusalemme Est, ma stando alle ultime elezioni, solo a circa 6.000 persone è stato permesso di andare a votare. Al momento le autorità israeliane non hanno commentato la notizia, limitandosi a dichiarare che non intendono “intervenire né ostacolare” le elezioni nei Territori occupati.

LE PROTESTE DEI GIOVANI: “NON ABBIAMO MAI POTUTO VOTARE”

Dopo l’annuncio di ieri sera del rinvio attraverso il canale Palestina Tv, a soli due giorni dall’apertura della campagna elettorale, in molti hanno deciso di manifestare contro la leadership di Abbas, da Ramallah alla Striscia di Gaza. Ahmed Jabareen, 24 anni, una laurea in giurisprudenza, a Radio France Internationale ha detto: “Le ultime elezioni risalgono al 2006 e quindi non ho ancora mai potuto votare. La mia generazione è arrabbiata perché ci sentiamo esclusi dai nostri dirigenti politici”. Fadi Elsalameen, attivista per i diritti dei palestinesi e voce critica dell’esecutivo dell’Anp, in un tweet ha scritto: “Ora l’Unione europea cosa farà? Continuerà a finanziare la corrotta amministrazione Abbas?”.
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