ddl-zan,-maiorino-(m5s):-“modificarlo-potrebbe-significare-il-suo-naufragio”

ROMA – “La misoginia, in quanto tema complesso e delicato che riguarda la metà della popolazione, avrebbe meritato un trattamento, e quindi un provvedimento, a parte, su questo sono d’accordo con la senatrice Valente. Si è fatto evidentemente un ragionamento diverso, di cogliere l’attimo: dobbiamo prendere questo autobus per raggiungere l’obiettivo. Io dico ‘Meglio che ci sia piuttosto che no’. Auspico veramente che si passa a trovare unità su questa legge, che è attesa da 27 anni, non da uno”. Lo ha detto la senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino intervenendo al webinar promosso dalla cooperativa sociale BeFree ‘I corpi e le norme: ddl Zan tra merito, urgenza, confronto’.

Sui rilievi critici mossi nel corso del dibattito dalla senatrice dem Valeria Valente, rispetto alla scelta nel ddl della dibattuta espressione ‘identità di genere’, Maiorino controbatte: “Questa terminologia non è attestata nelle direttive europee e sovranazionali, ma nell’ordinamento italiano: nell’ordinamento penitenziario dal 1975, in un decreto legislativo del 2007. L’ha usata anche la Corte Costituzionale italiana, che nella sentenza 221 del 2015 parla di diritto al ‘riconoscimento dell’identita’ di genere'”.

Sempre rispondendo alle obiezioni di Valente, Maiorino aggiunge: “Smentisco categoricamente che questo disegno di legge sia prevalentemente penale. Prevede naturalmente la fattispecie del reato, ma anche dei percorsi di educazione e sensibilizzazione nelle scuole”. E sottolinea: “Abbiamo fatto una legge ascoltando le associazioni, la comunita’ lgbt”. Sulla lunghezza e confusione rilevata dalla presidente della Commissione femminicidio nell’elenco contenuto all’articolo 604-bis Maiorino risponde: “È un vademecum che si intende dare al giudice per orientarsi, non e’ un qualcosa ho scritto nella pietra e valido per l’universo mondo”.

E chiude con un auspicio: “Oggi apportare delle modifiche al ddl Zan significherebbe molto probabilmente il suo naufragio. Anche il mondo femminista non è assolutamente compatto nella contrarietà. Io credo in un femminismo, in una lotta per i diritti delle donne che sia solidale, che abbia comprensione per chi subisce discriminazioni che, ribadisco, hanno secondo me la stessa matrice nell’inferiorita’ rispetto ad un modello. Vorrei veramente che il mondo al femminile tendesse una mano, perche’ io credo che la battaglia sia assolutamente comune”.

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