orlando:-“il-reddito-di-cittadinanza?-utile-in-pandemia-ma-non-aiuta-a-trovare-lavoro”

“Anno bianco” dei ë versamenti ad ostacoli, per i professionisti: a poter godere dell’esenzione (parziale) dal pagamento delle quote, si stima, sarebbero circa 300 mila iscritti alle Casse previdenziali (su una platea di almeno 1,6 milioni), però la determinazione della loro «regolarità contributiva», criterio previsto per l’accesso, non sarà semplice. E, inoltre, la (vera) «partita» dell’agevolazione verrà disputata non nell’immediato, bensì in autunno, quando, cioè, le comunicazioni reddituali permetteranno di accertare un indubitabile calo del fatturato, o dei corrispettivi, del 33% nel 2020, rispetto all’anno prima. A una manciata di ore dall’uscita dalla bozza del decreto interministeriale attuativo della norma da 2,5 miliardi (inserita nella legge di Bilancio per il 2021 e rifinanziata col decreto sostegni), firmato dal titolare del dicastero del Lavoro Andrea Orlando, e che dovrà esser siglato da quello dell’Economia Daniele Franco, vengono a galla, nella galassia della previdenza privata, sia le incertezze sull’applicazione della misura, sia le valutazioni sulla sua (reale) efficacia nell’aiutare chi è in affanno, a causa del Covid. L’esonero, per un massimo di 3.000 euro, riguarderà i contributi dell’anno in corso, in scadenza entro il 31 dicembre, escluso quello integrativo, e non potranno usufruirne «i titolari di contratto di lavoro subordinato», circostanza che non tocca, ad esempio, avvocati e notai, ma che, invece, precluderà a migìiaia di altri soggetti la possibilità di avvantaggiarsi dell’opportunità, pur se svolgono (da dipendenti) incarichi scarsamente remunerati; l’irregolarità contributiva, fenomeno di proporzioni non trascurabili, andrà vagliata con attenzione, giacché bisognerà definire se può esser ritenuta tale sia per chi ha sempre pagato, sia per chi ha in corso un piano di rateazione dei contributi non scaduti. Fonti delle Casse, tuttavia, intravedono un elemento positivo: il decreto potrebbe fungere da «pungolo», per indurre gli associati che non lo sono a mettersi in regola. E i tempi ci sarebbero, visto che si può presentar domanda entro il 31 ottobre. L’in seri- mento tra i beneficiari dei titolari di pensione d’invalidità è considerato un «atto di giustizia sociale», dopo che la chance era stata negata nel 2020, in occasione dell’erogazione dell’indennità statale da 600/1.000 euro. «Il parametro della riduzione del fatturato lascerà fuori una platea significativa di colleghi», si sfoga con ItaliaOggi il presidente della Cassa forense Valter Militi, perché «non è un meccanismo adeguatamente indicativo di situazioni di difficoltà», evidenziando che gli incassi di molti professionisti «sono legati a congiunture e tempistiche diverse». Potenziali interessati «circa 40 mila dottori commercialisti sui 70 mila totali», annuncia il numero uno della Cassa di categoria Stefano Distilli. E «per i nostri uffici», tra le «complicazioni» che genererà questa «misura, che è benemerita», ci sarà quella di «declinare il concetto di regolarità contributiva. Con tutte le azioni che ne deriveranno», conclude.