Redazione

Il Tribunale di Roma ha dato ragione alla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, presieduta da Luigi Pagliuca, con la sentenza n. 12776/2015 in merito al ricorso di alcuni inquilini di un compendio immobiliare in Ostia Lido, che contestavano la validità dell’atto con cui Cnpr ha conferito parte del patrimonio immobiliare al Fondo Immobiliare Chiuso denominato “Scoiattolo” gestito da Bnp Paribas.

“La sentenza conferma la natura privatistica di Cassa Ragionieri e la legittimità in merito agli atti di disposizione del suo patrimonio, finalizzati alla tutela previdenziale degli iscritti”, commenta Simone Boschi, consigliere di amministrazione istituto pensionistico. “Il dispositivo si sofferma infatti ad evidenziare la profonda diversità tra un ente previdenziale pubblico ed uno privatizzato. La funzione sociale non può esplicarsi nei meri confronti di quaranta inquilini che intendono acquistare un appartamento ad un prezzo particolarmente favorevole. Matura, invece, quando si tende a tutelare il futuro delle famiglie di quasi trentamila ragionieri commercialisti assieme a quelle di codesti inquilini: verso i primi, per consentire la conservazione delle garanzie pensionistiche; verso i secondi, per individuare la possibilità di una soluzione di acquisto che tenga conto del grado di fidelizzazione del conduttore, compatibilmente alle necessità di bilancio del venditore”.

“Il nostro fondo immobiliare residenziale – conclude Boschi – è gestito in autonomia da un operatore di rilievo internazionale il quale, a sua volta, recepisce la valutazione semestrale operata da un esperto indipendente”.

“La sentenza del Tribunale di Roma – evidenzia Massimiliano Brugnoletti, legale della Cassa ragionieri – è importante perché sancisce la piena coincidenza di giudizio del Giudice Civile con quello Amministrativo, avvalorando definitivamente le tesi da sempre sostenute dalla Cassa dei Ragionieri, sia a tutela della propria posizione, sia, indirettamente, quella delle altre Casse privatizzate”.

“Il Tribunale di Roma, in perfetta linea con quanto statuito nell’ottobre scorso dal Consiglio di Stato (sentenza n. 48882/14), ha affermato che gli immobili trasferiti al fondo “Scoiattolo” non appartengono più alla Cassa e, soprattutto, ribadito la “natura privata” della stessa, da cui – conclude Brugnoletti – discende la non applicazione delle disposizioni di legge dettate per la dismissione del patrimonio pubblico, che gli attori, soccombenti e condannati alle spese, assumevano violate”.

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