Migranti, Draghi: “Serve risposta solidale, sostegno anche da paesi Ue finora indifferenti”

ROMA – “Paesi come la Libia e la Tunisia, dove la situazione politica è seria, sono sempre di più paesi transito. Si è iniziata una collaborazione in una parte del mondo che ci aveva visti sempre su sponde diverse, se non contrastanti. E’ una parte importante della nostra collaborazione. L’intenzione è di lavorare insieme in quella parte del mondo”. Così il premier Draghi parla della linea concordata con il presidente francese Macron durante l’incontro bilaterale di questa mattina sul tema dei migranti svolto a margine del Consiglio Europeo.

Draghi, in conferenza stampa dopo il Consiglio europeo, spiega di aver detto agli altri Capi di governo che “mettere a dormire un problema non lo fa sparire” e di aver illustrato “i numeri delle ultime settimane”. Il premier sottolinea che “da parte di Francia e Germania e altri c’è stata coscienza del problema. Quanto questo porti a soluzioni comuni condivise è tutto da costruire. Ma i primi passi sembrano dimostrare una certa consapevolezza che occorra una risposta solidale non indifferente”. Il tema, come ha chiesto l’Italia, “sarà nell’agenda specifica del prossimo consiglio”.

“Ho avuto il sostegno da paesi che finora sono stati piuttosto indifferenti”, aggiunge Draghi. “Non voglio spingermi ora nel promettere successi, ma speriamo che questa buona volontà si traduca in fatti concreti”.

“Le immagini di quei bambini sono inaccettabili”, dice poi rispondendo ad una domanda sulle immagini diffuse da Open Arms dalla spiaggia di Zuwara, in Libia.

“COVID, CAMPAGNA VACCINALE CONTINUA. MA NEI PAESI POVERI SITUAZIONE CRITICA”

“La campagna vaccinale deve continuare ad accelerare anche durante l’estate”. Lo dice il premier Mario Draghi dopo il Consiglio straordinario europeo. “La presidente della Commissione ha dato conto della fornitura delle dosi e per ora non vi sono sorprese. Le forniture continueranno ad arrivare in maniera sufficiente”.

“Il certificato verde con lo stato di salute dei cittadini europei sarà pronto a metà giugno. L’Ema- spiega Draghi- si dovrà pronunciare sulla durata di questo passaporto”.

Per quanto riguarda l’evoluzione della pandemia, il premier avverte: “Nei paesi più poveri la situazione continua ad essere critica. L’Europa punta a raggiungere 100 milioni di dosi” verso i paesi poveri, “gli Usa sono a 80 milioni, l’Italia ne ha offerte 15. Ma quel che ha fatto la differenza è stata la promessa delle grandi imprese di dare da 1 a 2 miliardi di dosi nel prossimo anno e mezzo, a prezzo di costo nei paesi a basso reddito e con un piccolo profitto nei paesi a medio reddito. La dimensione di quest’offerta ci permetterà di soddisfare una domanda di gran lunga superiore a quello che possiamo fare ora”, aggiunge il premier.

“BLOCCO LICENZIAMENTI E DL SEMPLIFICAZIONI, SINTESI TRA VISIONI DIVERSE”

Draghi risponde poi alle domande sulla tenuta della maggioranza, attraversata da forti tensioni sul tema del blocco dei licenziamenti e sulla riforma del codice degli appalti.

La mediazione tra le anime della maggioranza sul lavoro, spiega il premier, “ha retto”, portando “un miglioramento considerevole, sia rispetto alla posizione che vedeva una eliminazione del blocco che rispetto a quella che prevedeva un mantenimento del blocco tout court. L’intervento che abbiamo previsto è in linea con tutti gli altri Paesi Ue”.

“Il testo” del dl semplificazioni “che ha girato era una bozza molto preliminare. Nei prossimi giorni arriviamo a una versione definitiva che verrà condivisa in tutte le sedi politiche necessarie: in cabina di regia e in consiglio dei ministri. Sono cambiamenti molto importanti- aggiunge Draghi- sollecitati dalla commissione ma profondi. Io mi aspetto che ci sia diversità di vedute, si tratterà di trovare un punto di incontro senza che venga snaturato lo sforzo di costruire un’Italia più capace, più competitiva, più equa”.

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