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Un appello di tutte le forze politiche al Ministero dell’Economia per trovare i fondi a sostegno del «Superbonus» almeno fino al 2025 è la proposta emersa nel corso del forum «Opere pubbliche, “alta velocità ” per non perdere il treno dello sviluppo» promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Segno evidente della fiducia che le rappresentanze politiche in Parlamento nutrono nei confronti di una misura ritenuta in grado di accelerare in modo determinante la ripartenza economica dell’Italia. Servono ancora quattro anni per misurarne gli effetti reali sull’economia di casa nostra a patto, però, che vengano semplificate le procedure per accedere ai fondi. Su un totale di 12.745 richieste presentate solo il 10% vede come richiedenti i condomìni. Il restante 90% riguarda abitazioni unifamiliari. Prova inequivocabile delle difficoltà a trovare le chiavi d’accesso per una rapida realizzazione dei lavori. Nel corso del dibattito, che ha visto protagonisti Agostino Santillo (senatore del M5s), Simona Pergreffi (parlamentare della Lega), entrambi componenti della Commissione Lavori Pubblici a Palazzo Madama, Vincenza Labriola (deputata di Forza Italia in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) e Marco Silvestroni (capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Trasporti a Montecitorio), si è fatto il punto anche sulle 57 grandi opere pubbliche che dovrebbero dare impulso alla ripresa. Un’estensione del «Superbonus» a nuovi beneficiari è stata la richiesta di Eleonora Linda Lecchi (commercialista di Bergamo): «Bisogna seguire la rotta di un allargamento della platea degli immobili che possono essere oggetto della misura. A partire dalle Rsa, le caserme, così come gli alberghi, le pensioni i bed and breakfast e gli agriturismi». «Quando si parla di opere pubbliche”, ha affermato Paolo Longoni, consigliere d’amministrazione della Cnpr, «bisogna inevitabilmente guardare al codice dei contratti pubblici. Serve una radicale semplificazione di questa norma che è pesantissima nell’esplicitazione del contrarre tra p.a. e soggetti privati che devono realizzare le opere. Anche l’iter burocratico del “Superbonus” va semplificato. Ben venga la Cila anche se bisogna poi domandarsi se deve contenere la dichiarazione del titolo in virtù del quale è stato edificato immobile. Il condono presentato è titolo abilitativo? Oppure», ribadisce Longoni, «occorre il rilascio della concessione in sanatoria? La cosa è ben differente se pensiamo alle migliaia di pratiche presso i comuni che hanno tempi biblici di risoluzione».