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Il decreto sostegni bis riscrive il calendario fiscale del 2021. Con una serie di emendamenti riformulaci da maggioranza e Governo cambiano i termini di versamento delle tasse per le partite iva soggette alle pagelle fiscali; si blocca per altri due mesi la notifica delle cartelle esattoriali e automaticamente si sposta a fine settembre il pagamento delle 18 rate di debiti fiscali e contributivi sospesi dall’8 marzo 2020; perle 4 rate della rottamazione ter si pagherà una volta al mese dal 31 luglio (2 agosto come giorno feriale) al 31 ottobre; si riaprono i termini fino al 15 novembre per la rivalutazione di quote e terreni; stop, infine, alla seconda rata dell’Imu per i proprietari di immobili bloccati dalla sospensione degli sfratti esecutivi ormai in vigore dal 28 febbraio 2020. Dopo i tanfi annunci e le anticipazioni degli ultimi giorni proviamo allora a rimettere in fila le modifiche presentate in commissione Bilancio della Camera in materia di adempimenti fiscali in scadenza in questo secondo semestre del 2021.

Pagelle fiscali.
Al momento i 4,3 milioni di partite Iva a cui si applicano gli indici sintetici di affidabilità, le cosiddette pagelle fiscali, devono versare il saldo e il primo acconto delle imposte dirette, delle relative addizionali e dell’Ira? entro il 20 luglio. Si tratta di circa 8 miliardi di imposte da pagare che, con un emendamento della Lega riformulato dal Governo, slittano al prossimo 10 settembre (la prima ipotesi era il 30 settembre). La proroga riguarda anche i versamenti dei soci di società di persone. In questo modo si sciolgono anche gli ultimi dubbi sulla corretta data, tra il 31 luglio o il 20 agosto, entro cui si possono versare le imposte con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi.

Riscossione.
Il decreto sostegni imbarca il provvedimento d’urgenza approvato dal Governo la scorsa settimana soprattutto perii nodo licenziamenti di fine giugno che ha spostato la sospensione delle notifiche delle cartelle dal 30 giugno al 31 agosto scorso. Si tratta di oltre 60 milioni di atti che l’agente pubblico della riscossione dovrà consegnare nei prossimi mesi e con tutta probabilità spalmando le notifiche anche nel 2022. Lo spostamento in avanti della ripresa della riscossione coattiva trascina al 30 settembre il termine per il pagamento delle cartelle. Si tratta per lo più di pagamenti rateizzati (ben 18) accumulatisi dall’8 marzo 2020 ad oggi e il cui pagamento era previsto inizialmente il 31 luglio (2 agosto come primo giorno feriale) in unica soluzione. Oltre alla proroga al  30 settembre si lavora a una diluizione dei versamenti e comunque, come ha già fatto sapere agenzia Entrate-Riscossione sarà sufficiente pagare almeno 9 rate per non decadere dal beneficio.

Pace fiscale.
Con lo stesso emendamento sui versamenti dei soggetti Isa cambiano anche le scadenze delle 4 rate della rottamazione ter e le due del saldo e stralcio. Il termine di versamento di queste sei rate era fissato a fine luglio. Ora viene rimodulato e diluito in quattro appuntamenti: il 31 luglio (2 agosto come primo giorno feriale) per le rate sospese e erano dovute il 28 febbraio e 31 marzo 2020; il 31 agosto, il 30 settembre e 31 ottobre per quelle seguenti. Il 30 novembre poi si dovranno versare tutte i un’unica soluzione le quattro rate della pace fiscale targate 2021.

Rivalutazione quote e terreni.
Si riaprono i termini di versamento dell’imposta sostitutiva perla rivalutazione dei terreni e delle quote di partecipazioni detenuti alla data del 1° gennaio 2021. Il termine del 30 giugno per il versamento della prima o unica rata è stato differito al prossimo 15 novembre. Sempre alla stessa data slitta anche il termine per la perizia di stima necessaria ai fini della rivalutazione del prezzo di acquisto di questi beni.

Imu.
Nella riscrittura del calendario fiscale va inserita anche la cancellazione del saldo dell’Imu 2021 in scadenza il 16 dicembre prossimo per i proprietari delle abitazioni bloccate dal 28 febbraio 2020 per la sospensione delle esecuzioni degli sfratti fino al 30 settembre o 31 dicembre 2021. Non solo. L’acconto Imu versato il 16 giugno scorso sarà restituito sotto forma di credito d’imposta con le regole che saranno fissate dal Mef.