Gianna Perotta

Gli incidenti sul lavoro segnano un calo consistente nella prima metà del 2009 anche se la riduzione è dovuta in buona parte alla crisi economica e alla frenata della produzione: secondo i dati diffusi dall’Inail gli infortuni nel complesso sono diminuiti nei primi sei mesi dell’anno del 10,6% rispetto allo stesso periodo del 2008 mentre i casi mortali hanno registrato un -12,2%. Il dato è stato definito “confortante” dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi che comunque ha invitato a “non abbassare la guardia” perché l’obiettivo del Governo sugli incidenti è tendere alla soglia “zero”.

La tendenza alla diminuzione degli incidenti negli ultimi anni è stata continua e alla fine del 2009 si potrebbe scendere sotto quota mille per i casi mortali. Nei primi sei mesi dell’anno infatti a fronte di 397.980 infortuni complessivi (-10,6%) i casi mortali sono stati 490 (-12,2% rispetto ai 558 dello stesso periodo del 2008). Sono morti in incidenti nel percorso casa lavoro e viceversa (in itinere) 119 lavoratori (-9,2% sul 2008) mentre 371 sono morti nell’effettivo esercizio della loro attività (in occasione di lavoro).

La riduzione degli incidenti nel complesso e degli infortuni mortali – osserva l’Inail – è spiegata per 5-6 punti percentuali dall’andamento dell’economia che nel periodo ha registrato un calo della produzione e dell’occupazione oltre all’aumento consistente dell’utilizzo della cassa integrazione.

Il calo ha interessato soprattutto l’industria (-21,5% gli incidenti nel complesso e -18,7% i casi mortali) con un picco nel comparto metalmeccanico (-27,3% gli infortuni, -20% i casi mortali), il più colpito dalla crisi economica. Le costruzioni hanno segnato una riduzione degli infortuni del 15,8% e una diminuzione più modesta dei casi mortali (-3,9%). L’agricoltura registra un calo degli infortuni complessivo del 2,2% e una riduzione del 6,8% dei casi mortali mentre per i servizi la diminuzione è stata rispettivamente del 2,2% e del 5,1%.

Sul territorio è stato il Nord Est ad avere il miglior risultato in termini di riduzione degli incidenti (-14,3% gli infortuni nel complesso, -20,9% i casi mortali) ma un calo sensibile si è avuto anche nel Nord Ovest (-9,1% gli incidenti nel complesso, -19,5% i casi mortali). In controtendenza è il Centro con un calo degli incidenti nel complesso (-9,2%) ma un aumento dei casi mortali (+9,2%).

Nel Mezzogiorno si è avuto un calo degli infortuni del 7,9% e una riduzione di quelli mortali dell’11,5%. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi considera, come detto, confortanti i dati diffusi. “Dobbiamo salutare un dato positivo – ha detto Sacconi commentando la riduzione del 10,6% degli incidenti nel complesso e del 12,2% degli incidenti mortali – che ci incoraggia a proseguire nell’impegno sulla salvaguardia della salute e della sicurezza del lavoro”. Sacconi sottolinea che una parte del calo, come precisato dall’Inail, si ricollega alla flessione della produzione, ma che comunque la riduzione è “talmente generalizzata che è confortante”. Sacconi ricorda che “gli infortuni mortali raggiunsero l’apice massimo nel ’63 con 4.600 morti nell’anno: bisogna ricordarlo – ha detto – nel momento in cui si scende sotto la soglia fatidica dei 1.000 morti” (nei primi 6 mesi del 2009 sono stati 490, ndr). “Scendere sotto la soglia dei mille morti – ha aggiunto – non ci consente di fare feste, dobbiamo comunque essere in lutto, ma dobbiamo spezzare lo zoccolo duro che c’era apparso difficilmente rompibile. Non ci deve portare ad abbassare la guardia perché la fisiologia per noi è lo zero”.

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