Conto alla rovescia per accedereall’esonero contributivo riconosciuto a imprenditori e liberi professionistì dalla legge di bilancio per il 2021 (articolo 1, comma 20, della legge 178/2020) con lo stanziamento di un apposito fondo presso il ministero del Lavoro con dote complessiva di 2,5 miliardi di euro per il 2021. In particolare, i professionisti devono premurarsi di inviare la domanda diaccesso albeneficio, operazione da completare entro il 31 ottobre prossimo. E le Casse sono già pronte: per i consulenti del lavoro domande dal 13 settembre, mentre per i dottori commercialisti c’è il servizio online dedicato(Dec). È già predisposto e operativo il modello telematico per Cassa forense e Inarcassa ed Enpam ha aggiornato il modello di richiesta al nuovo decreto ministeriale, da ripresentare per chi lo aveva inviato prima del 4 agosto.

Il perimetro della misura.
La platea dei beneficiari include, oltre ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti alla Gestione artigiani e commercianti e alla Gestione separata di lnps, anche i liberi professionisti iscritti alle Casse privatizzate, nonché sanitari e operatori in quiescenza richiamati per contenere l’emergenza epidemiologica. Per i professionisti iscritti a un Albo con una propria Cassa previdenziale, l’accantonamento dedicato è di 1 miliardo e sarà monitorato con una rendicontazione mensile fra Casse e ministero dei Lavoro, in attesa di un decreto che definirà i criteri di assegnazione dell’esonero proporzionalmente alla platea dei beneficiari di ciascun ente. L’esonero è stato sbloccato, dopo più di sei mesi di attesa, dal decreto del ministero del Lavoro del 17 maggio, pubblicato, però, solo il 27 luglio scorso. La piena operatività è stata assicurata dall’approvazione della Commissione europea, che il 14 luglio ha giudicato la misura conforme al quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato contro il Covid.

La domanda e i requisiti.
La domanda di accesso all’esonero andrà presentata dai professionisti, ciascuno alla propria Cassa su portale telematico, entro il prossimo 31 ottobre, a differenza degli assicurati Inps la cui scadenza era fissata ai 31 luglio. I requisiti sono principalmente due: il libero professionista dovrà avere registrato un calo pari ad almeno il 33% nel fatturato o nei corrispettivi del 2020 rispetto a quelli del 2019; inoltre, sarà necessario avere percepito un reddito professionale nei periodo d’imposta del 2019 entro i 50mila euro, quantificato secondo il principio di cassa quale risultato della differenza fra ricavi e costi di attività professionale. I due requisiti non sono richiesti ai professionisti che abbiano avviato l’attività nei 2020, mentre l’esonero nonspetterà a chi si è iscritto alla Cassa nel 2021; restano esclusi anche coloro che pur se iscritti prima del 2020, nel 2019 non hanno maturato alcun fatturato. Vi sono anche treuiteriori condizioni per fruire dell’esonero contributìvo: non essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente, fatta eccezione per il solo lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità, e anche non essere percettori di una pensione diretta, fatto salvo il solo caso dell’assegno ordinario di invaiidità o di qualsiasi trattamento a integrazione del reddito con natura previdenziale erogato dalle Casse in funzione dello status di invalidi. La terza condizione consiste nella regolarità contributiva del professionista che, alla luce della legge di conversione del decreto legge 73/2021, dovrà essere verificata dalle Casse a partire dal 1° novembre: questo differimento, rispetto all’originaria previsione del decreto ministeriale, darà più tempo ai professionisti per sanare eventuali irregolarità rispetto alla scadenza della domanda di accesso all’esonero.