“La legge di bilancio prevede molte misure in merito alla ricostruzione post sisma, con tanti aspetti legati proprio alla fiscalità. Siamo qui per spiegarli ad operatori e professionisti: penso alle 120 rate per i lavoratori dipendenti o alla riapertura della zona franca, che permetterà a nuove imprese di andare a insediarsi in questi territori. Si tratta senza dubbio di uno strumento utile per far ripartire l’economia di un territorio che ha subito grandissimi danni”. Così Antonio Zennaro, componente della Commissione Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati, nel corso del forum “L’impatto della manovra economica su cittadini, imprese e professionisti” promosso dalla Cassa Ragionieri, presieduta da Luigi Pagliuca, e dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Teramo, guidato da Alberto Davide, che si è svolto presso l’Università di Teramo.

“L’obiettivo deve essere quello di far ripartire il mercato interno, c’è una recessione a livello globale ed europeo. Questo rallentamento può essere affrontato mediante una manovra espansiva e nelle prossime settimane sono previsti provvedimenti come lo sbloccacantieri e il decreto crescita finalizzati a ripartire economia e allentare quegli adempimenti burocratici che rallentano l’economia privata”.

Secondo Silvia Covolo della Commissione Finanze della Camera, “per la parte riguardante gli enti locali, la manovra economica è incentrata sugli investimenti, tanto che viene data ai Comuni la possibilità di utilizzare l’avanzo di amministrazione. Si tratta di una manovra anticiclica, che cerca di stimolare la crescita attraverso il rilancio degli investimenti: dando lavoro alle imprese, quindi attivando gli operatori economici, si devolvono loro risorse, che possono essere impiegate per pagare i dipendenti, che a loro possono destinare le somme al consumo”.

A margine, Covolo ha espresso “particolare apprezzamento per la figura degli esperti contabili, che andrebbe promossa e divulgata anche presso gli studenti dei corsi di laurea triennale in materie economiche, per favorire il loro più rapido ingresso nel mondo del lavoro, a conclusione del loro corso di studi, senza dover attendere la laurea specialistica per sostenere l’esame da commercialista e da revisore”, con l’auspicio che “sempre un maggior numero di giovani scelgano questa strada, anche per implementare il numero degli iscritti alla Cassa di previdenza dei ragionieri”.

Fausto Raciti, membro della Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati, evidenzia come in Parlamento “abbiano cercato di far comprendere alle forze di governo l’insostenibilità di un documento che non presentasse alcuna forma di investimento, in particolare sul capitale umano, sulle nuove professioni e sui nuovi lavori. Eppure il nostro Paese è chiamato a dare risposte concrete e immediate alla domanda legittima di un futuro lavorativamente e professionalmente soddisfacente che viene dai nostri giovani. E vedete, non credo che la risposta che loro cercano sia il reddito di cittadinanza, tantomeno misure assistenziali”.

“In Italia – ha concluso Raciti – esistono oggi nuove opportunità lavorative che derivano dalla necessità di mantenere alta la competitività delle nostre aziende su mercati sempre più vasti, sempre più internazionali, sempre più digitalizzati. Proprio le nuove professioni digitali, economiche, contabili hanno un ruolo determinante per il futuro delle nostre aziende. L’esperto contabile è proprio una di quelle figure che svolge un ruolo fondamentale in questo senso. Un profilo professionalizzato, attento alle dinamiche internazionali e alle opportunità che l’Europa, da un lato, e gli strumenti digitali, dall’altro, ci offrono per ampliare il mercato e il business di riferimento. Tenere a posto i conti è fondamentale per un’azienda sana e produttiva. Sapere come misurarsi con le nuove sfide della modernità lo è ancor più. Questa è una delle scommesse che dobbiamo essere in grado di vincere per portare nuova occupazione e maggiore competitività”.

In conclusione, per Nazario Pagano, componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, “Confindustria ha certificato che la crescita del Paese è pari a zero e sarà certamente necessario apportare un correttivo: potrebbe essere l’aumento dell’IVA, o addirittura una patrimoniale. D’altronde, era da folli pensare che misure propagandistiche e assistenzialiste come il reddito di cittadinanza e quota 100 potessero tornare a far crescere il Paese. Quello di cui c’era davvero bisogno, era invece un’enorme opera di defiscalizzazione: una flat tax per tutti e non un semplice allargamento del regime forfettario come invece prevede la legge di bilancio.

Il quadro di stagnazione del Paese è poi complicato da misure folli come il decreto dignità, che ha portato un aumento della disoccupazione e la cosiddetta legge spazzacorrotti, che provocherà un’ulteriore paralisi del sistema burocratico”.

FONTEItaliaOggi
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