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Notifiche delle cartelle, arriva il nono stop. Fino al 31 dicembre. Un plebiscito di consensi ha accompagnato, ieri, l’approvazione, alla camera, dell’ordine del giorno al decreto legge cosiddetto green pass (105/2021, al primo sì dell’assemblea) che impegna il governo alla sospensione dell’invio delle cartelle fino alla fine dello stato di emergenza e dunque 31 dicembre 2021, nonché a una nuova rottamazione quater e una definizione agevolata delle liti pendenti. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, oltre il consenso unanime di tutte le forze politiche, 326 i sì, 7 i no e 9 astenuti dal gruppo Leu, c’è il via libera al nuovo stop delle notifiche degli atti della riscossione anche dal ministero dell’economia, che ora dovrà tradurre l’ordine del giorno in una norma. Il documento non si ferma però al reiterato stop della ripresa della riscossione. Nel testo si legge che «nel quadro complessivo delle esigenze in corso di approfondimento ai finì della predisposizione della prossima manovra di bilancio e nel rispetto, comunque, degli equilibri di finanza pubblica, tenendo anche conto, ove possibile, delle differenti posizioni dei singoli contribuenti interessati» il governo si impegna a valutare l’opportunità di prevedere sia un piano straordinario per prorogare ulteriormente i termini delle notifiche delle cartelle esattoriali riferite al periodo emergenziale pandemico, sia una nuova disciplina della riscossione dei debiti iscritti a ruolo (c.d. rottamazione quater), anche attraverso meccanismi deflattivi del contenzioso tributario e di definizione delle liti pendenti. Per quanto riguarda le cartelle per Io stop si guarda al termine dello stato di emergenza. Si chiede poi dì estendere lo stop agli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione o dagli altri soggetti affidatari della riscossione previsti dalla legge. Gli atti pronti per essere notificati entro il 31 dicembre, e che anche stavolta restano sulle scrivanie dei messi , sono 4 min. L’amministrazione avrebbe proceduto a una ripresa soft, dando la precedenza a quelli in scadenza e scaglionando le notifiche di un monte di ruoli di circa 25 min di atti nell’arco di due anni. La prima tranche fino al 31 dicembre è rappresentata da un volume di ruoli di 4 min. Nella maggior parte dei casi, il 47,4%, sì tratta di cartelle per un importo fino a 300 euro, il 17,5% sono cartelle comprese tra i 1000 e i 5000 euro, il 12,4% tra i 500 e i 1000 euro, il 13% tra i 300 e i 500 euro. Solo il 9,7% sono ruoli per un valore superiore ai 5 mila euro. Per quanto riguarda i contenuti dell’ordine del giorno, dunque, non solo, nell’immediato, si prevede il blocco alle notifiche delle cartelle, ma anche una riscossione agevolata, con una nuova rottamazione (la quarta) che comprenda meccanismi di definizione agevolata del contenzioso tributario. La sede per queste disposizioni potrebbe essere la disamina della riforma della riscossione che, come anticipato da ItaliaOggi dell’8 settembre, approda in una mini commissione bicamerale in Parlamento. La relazione presentata a luglio dal ministero dell’economia sarà, quindi, discussa dalle commissioni di camera e senato che proporranno poi un testo
finale di mozione con le richieste accolte o modificate di riforma. I relatori del provvedimento per il Senato saranno Emiliano Fenu (M5s) e Alberto Bagnai (Lega) e hanno deciso di iniziare l’esame dalla prossima settimana. La commissione della Camera ha iniziato già ieri l’esame della relazione, di cui sono relatori Gian Mario Fragomeli (Pd) e Massimo Ungaro (Iv). In entrambi i rami del Parlamento ci sarà l’acquisizione dei testi di figure istituzionali come il ministro dell’economia Daniele Franco o il presidente dell’Agenzia della entrate-Riscossione, Ernesto Maria Ruffini per approdare a un testo conclusivo per ciascuna commissione, che conterrà indirizzi precisi al Governo per attuare la riforma della riscossione. Le risoluzioni delle due commissioni Finanze dovrebbero arrivare entro fine mese. Spetterà poi al governo decidere se recepire le indicazioni. La riforma potrà trovare spazio nella legge dì bilancio per una questione dì tempi considerato che la legge delega di riforma fiscale è attesa all’esame del consiglio dei ministri per metà del mese di settembre. Tutti i gruppi parlamentari Lega, FI, Fdl, M5S e Pd si dicono soddisfatti dell’ordine del giorno e lo reclamano come di una propria vittoria politica.