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BOLOGNA – Centomila euro all’anno (più Iva) per tre anni. È il cachet di Stefano Accorsi, ingaggiato dalla Regione Emilia-Romagna per il triennio 2020-2022 per un progetto di promozione dei territori e delle tradizioni emiliano-romagnole. Un compenso però eccessivo secondo il metro di giudizio di Fratelli d’Italia, e che fino ad oggi è stato tenuto ‘nascosto’ dalla Giunta Bonaccini. A sostenerlo è il consigliere regionale Fdi Michele Barcaiuolo, che ha chiesto chiarimenti oggi in Assemblea legislativa all’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini. L’assessore ha confermato i 100.000 euro all’anno di compenso per Stefano Accorsi, che “non solo è protagonista- spiega Corsini- ma è anche co-autore del progetto digitale insieme a Fabio Bonifacci”.

Detto questo, l’assessore precisa però che elencare in aula tutte le attività del progetto, che prevede anche un format tv, “sarebbe poco significativo e foriero di un tempo molto lungo”. Per questo la Regione invierà al consigliere Fdi “con wetransfer, perchè si tratta di file molto pesanti”, tutta la rassegna stampa dal 2020 a oggi su Accorsi ambasciatore per l’Emilia-Romagna e i link a tutti i contenuti social pubblicati dall’attore da aprile 2020 ad aprile 2021.

“Prima di oggi non avevate mai annunciato il compenso- critica Barcaiuolo- ed è una cosa che si è ripetuta anche con Pausini, Delogu, Tomba e Cevoli. Sono tutte scelte legittime, ma andrebbe fatta una pubblicità assoluta sui compensi pubblici. E invece c’è sempre una penombra inquietante su queste collaborazioni. Sulle cifre possiamo essere d’accordo o meno, ma la trasparenza è fondamentale”, insiste il consigliere Fdi.

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