energia,-cingolani:-“in-questo-trimestre-bolletta-luce-aumentera-del-40%”

Alia fine dell’anno potrebbero arrivare al massimo a 400mila. Ma anche se dovesse essere superato questo tetto le uscite con Quota 100 nei tre anni di sperimentazione risulteranno meno della metà di quelle ipotizzate dal governo Conte I a tinte “gialloverdi”. La relazione tecnica del decreto n. 4/2019. poi convertito in legge dal Parlamento, indicava 973mila pensionamenti anticipati con almeno 62 anni d’età e 38 anni di contributi nel periodo 2019-2021. Ma anche l’ultimo monitoraggio diffuso lunedì dall’Inps conferma che il risultato finale rimarrà molto lontano dall’obiettivo fissato tre anni fa. Le seimila uscite registrate alla fine di agosto, che sono al di sotto della stima originaria formulata per il solo 2021 (356mila “quotisti”), potranno ancora lievitare nei prossimi mesi, anche per effetto dei pensionamenti con decorrenza 2022 sulla base di requisiti maturati prima della fine della sperimentazione, ma non più di tanto. E lo scarto tra le previsioni e il “consuntivo” è destinato ad essere di almeno 550mila trattamenti. Dai dati Inps emerge una Quota 100 sostanzialmente dimezzata. Ad agosto le uscite anticipate nel settore privato sono risultate poco più di 166 mila, meno della metà di quelle ipotizzate inizialmente per il triennio (343mila). Ancora più marcato lo “scostamento” nel pubblico impiego, dove alla fine dello scorso mese sono stati registrati 107.237 pensionamenti anticipati, pari ad appena un terzo dei 328mila stimati nei tre anni di sperimentazione. Ma la differenza maggiore tra le previsioni e l’andamento effettivo delle uscite è quello del lavoro autonomo; a fine agosto gli accessi a Quota 100 sono risultati meno di 67mila contro i 302mila ipotizzati in origine tra il 2019 e il 2021. Rispetto ai circa 20 miliardi di stanziamento iniziale per il triennio dovrebbero alla fine restare inutilizzati 6-7 miliardi, che in parte sono già stati impiegati per completare le coperture di alcuni provvedimenti varati nei mesi scorsi. Resta da capire se queste risorse potranno essere convogliate sul pacchetto-previdenza da inserire nella legge di bilancio, come ad esempio chiede la Cgil. Un pacchetto che sarà probabilmente definito solo in prossimità del varo della manovra, anzitutto perché solo a quel punto si conosceranno le risorse realmente disponibili, ma anche a causa delle divisioni nella maggioranza che non ha ancora trovato una sintesi sulle nuove misure pensionistiche. Con il Pd che ribadisce la sua contrarietà a una proroga, in qualsiasi forma, di Quota 100, su cui spinge invece la Lega. «Quota 100 ha mostrato i suoi limiti e deve concludersi», affermano le Dem Romina Mura, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, e Carla Cantone. E proprio la commissione Lavoro ha deciso di incardinare entro la fine di settembre tutte le proposte di legge in materia di previdenza presentate dai gruppi parlamentari. L’obiettivo è di giungere a un’indicazione il più possibile condivisa almeno in occasione del passaggio nelle Camere della manovra.«È necessario che il Parlamento discuta della riforma del sistema previdenziale in vista della prossima legge di bilancio», sottolineano Mura e Cantone.